Venezia 78, Leone d'oro a “L'evenement” di Audrey Diwan: a Paolo Sorrentino il gran premio della giuria, Coppa Volpi a Penelope Cruz e John Arcilla

Sabato 11 Settembre 2021
Venezia 78, Leone d'oro a "L'evenement". Sorrentino gran premio della giuria. Coppa Volpi a Penelope Cruz e John Arcilla

Le premiazioni sono sempre momenti forti, imprevedibili con l'emozione che può travolgere. La cerimonia di chiusura di Venezia 78 è stata così: potente, toccante. La foto ricordo è l'abbraccio commovente tra la regista francese Audrey Diwan, vincitrice del Leone d'oro con L'Evenement, un film lucido, freddo «ma che tocca la pancia e il cuore parlando di un tema come l'aborto clandestino che ancora oggi le donne sono costrette a subire in molti paesi» e la sua protagonista, l'attrice franco-romena Anamaria Vartolomei chiamata sul palco della Sala Grande a condividere il premio per aver interpretato un film che «è come fare un viaggio nella pelle delle donne».

Ma non solo loro, perché anche il Leone d'argento - Gran premio speciale della giuria Paolo Sorrentino con È stata la mano di Dio si è lasciato andare all'emozione. Dopo i ringraziamenti a Netflix «che inspiegabilmente mi ha dato fiducia» e a tutti i produttori, ha spiegato alla platea che «non era un film facile», poi non ce l'ha fatta: «Ringrazio i miei genitori - la loro morte è nel film ndr - Maradona, i miei fratelli, mia moglie Daniela che sono 20 anni e passa che mi sopporta e i miei figli Anna e Carlo. Qualcuno antipatico dice perché fai un altro film con Toni Servillo? Guarda dove sono arrivato facendo film con Toni Servillo» ha detto rivolgendo lo sguardo all'attore seduto in platea e che in È stata la mano di Dio interpreta il genitore del protagonista. Sorrentino ha voluto ringraziare chi lo ha accolto da ragazzo, «Antonio Capuano e Umberto Contarello» poi con le lacrime ha voluto salutare «Nicola Giuliano, il mio più caro amico» (e produttore di tutti i suoi film, tranne questo ndr). «Due scene non ci sono nel film ma le ho sognate: un ometto su un campo di calcio ed era Maradona e poi un'altra scena: quando ci fu il funerale dei miei genitori il preside della mia scuola mando solo quattro compagni di classe in delegazione, io ci rimasi malissimo, oggi mi ha raggiunto la classe intera: siete voi», ha detto davvero emozionato.

Poco prima l'alter ego di Sorrentino nel film ossia Fabietto, Filippo Scocchi, ha ritirato un premio importante, il Leone del futuro all'attore emergente, andato negli anni a tanti interpreti che hanno fatto strada. La giuria guidata da Bong Joo-ho ha applaudito, dimostrando che il verdetto di Venezia 78 era stato condiviso. «Abbiamo amato il tuo film» ha detto il regista di Parasite alla francese Diwan (L'evenement uscirà in sala ad ottobre con Europictures). E poi ancora Italia con Michelangelo Frammartino, il regista speleologo del Buco cui è andato il premio speciale della giuria. «Grazie al direttore che ci ha invitato al concorso, alla giuria e ai compagni di viaggio, al grande spelologo calabrese Antonio La Rocca, grazie ai produttori che hanno creduto in questo salto nel buio. Grazie agli speleologi che si prendono cura del buio e di tutto ciò che non ha ancora forma e grazie alla Calabria, la regione più bella di Italia», ha detto con emozione.

Sul palco Jane Campion, Leone d'argento per la regia di The Power of the Dog e Penelope Cruz coppa Volpi per Madres Paralelas di Almodovar. «Ti adoro Pedro, grazie per ispirarmi ogni giorno dentro e fuori il set», ha detto l'attrice spagnola che ha dedicato il premio al suo compagno Javier Bardem, ai figlio Leo e Luna, alla suocera Pilar Bardem, attrice anche lei e alle «madri fragili». Anche Maggie Gyllenhaal, regista debuttante, premiata per la sceneggiatura di The Lost Daughter, un film sulla scelta di una madre lavoratrice che non riesce a gestire la fatica del doppio ruolo vissuto come una prigione da cui scappare, si è commossa, «ci sono silenzi da rompere, di alcuni segreti bisogna cominciare a parlare per non sentirsi sole».

Al di là degli altri momenti salienti (l'emozione ansiogena di Laura Calamy premiata a Orizzonti, il fiume di ringraziamenti incluso l'ex boyfriend per la regista Monica Stan che con George Chiper-Lillemark ha vinto con Imaculat alle Giornate degli autori) un segnale forte emerge da Venezia 78: fatta eccezione per Sorrentino e Frammartino, gli altri premi più importanti parlano delle donne e della maternità, di tabù da rompere e di complessità dell'essere femminile: la pratica oscena dell'aborto clandestino con le mammane ad infilare ferri ancora oggi sì, ma soprattutto una ragazza che non vuole diventare madre e ne rivendica il diritto (L«Evenement), la madre snaturata di The Last Daughter, le madri parallele di Almodovar fragili e impanicate. Ci sono registe donne che vincono i premi e dopo la Julia Ducorneau di Titane a Cannes è toccato ad Audrey Diwan di L'Evenement e madri cinematografiche apripista come Jane Campion premiata. Le donne rompono tetti di cristallo se solo hanno la possibilità. Di Venezia 78 resta questo e la vitalità del cinema mai così bello, e di quello italiano che torna a vincere. A cerimonia finita la folla aspettava i vincitori: Ho visto Sorrentino, Ho visto Sorrentino, ritmavano i ragazzi fuori. Il prossimo capitolo è un viaggio per Los Angeles.

 

Venezia 78, tutti i premi ufficiali

La Giuria di VENEZIA 78, presieduta da Bong Joon Ho e composta da Saverio Costanzo, Virginie Efira, Cynthia Erivo, Sarah Gadon, Alexander Nanau e Chloé Zhao, dopo aver visionato i 21 film in competizione ha deciso di assegnare i seguenti premi: - LEONE D'ORO per il miglior film a L'EVENEMENT di Audrey Diwan (Francia) - LEONE D'ARGENTO - Gran Premio della Giuria a È STATA LA MANO DI DIO di Paolo Sorrentino (Italia) - LEONE D'ARGENTO Premio per la migliore regia a Jane Campion per il film THE POWER OF THE DOG (Nuova Zelanda, Australia) - COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a Penélope Cruz nel film MADRES PARALELAS di Pedro Almodvar (Spagna) - COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a John Arcilla nel film ON THE JOB: THE MISSING 8 di Erik Matti (Filippine) - PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a Maggie Gyllenhaal per il film THE LOST DAUGHTER di Maggie Gyllenhaal (Grecia, USA, Regno Unito, Israele) - PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a IL BUCO di Michelangelo Frammartino (Italia, Francia, Germania) - PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore emergente a: Filippo Scotti nel film È STATA LA MANO DI DIO di Paolo Sorrentino (Italia)

ORIZZONTI La Giuria Orizzonti della 78. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, presieduta da da Jasmila Žbanić e composta da Mona Fastvold, Shahram Mokri, Josh Siegel e Nadia Terranova dopo aver visionato i 19 lungometraggi e i 12 cortometraggi in concorso, assegna: - PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM a PILIGRIMAI (PILGRIMS) di Laurynas Bareiša (Lituania) - PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA a Eric Gravel per il film · PLEIN TEMPS (Francia) - PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a EL GRAN MOVIMIENTO di Kiro Russo (Bolivia, Francia, Qatar, Svizzera) - PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE ATTRICE a Laure Calamy nel film · PLEIN TEMPS di Eric Gravel - PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR ATTORE a Piseth Chhun nel film BODENG SAR (WHITE BUILDING) di Kavich Neang (Cambogia, Francia, Cina, Qatar) - PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a Peter Kerekes, Ivan Ostrochovskì per il film CENZORKA (107 MOTHERS) di Peter Kerekes (Repubblica Slovacca, Repubblica Ceca, Ucraina) PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a LOS HUESOS di Cristbal Léon, Joaqun Coci¤a (Cile) VENICE SHORT FILM NOMINATION FOR THE EUROPEAN FILM AWARDS 2021 a THE FALL OF THE IBIS KING di Josh ÒCaoimh, Mikai Geronimo (Irlanda) LEONE DEL FUTURO La Giuria Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima «Luigi De Laurentiis» della 77. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, presieduta Uberto Pasolini e composta da Martin Schweighofer e Amalia Ulman assegna il LEONE DEL FUTURO - PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA (LUIGI DE LAURENTIIS) a IMACULAT di Monica Stan, George Chiper-Lillemark (Romania) VENICE VR EXPANDED La Giuria presieduta da Michelle Kranot e composta da Maria Grazia Mattei e Jonathan Yeo dopo aver visionato i 23 progetti in concorso, assegna Il GRAN PREMIO DELLA GIURIA PER LA MIGLIORE OPERA VR a GOLIATH: PLAYING WITH REALITY di Barry Gene Murphy, May Abdalla (Regno Unito, Francia) il PREMIO MIGLIORE ESPERIENZA VR a LE BAL DE PARIS DE BLANCA LI di Blanca Li (Francia, Germania, Lussenburgo) il PREMIO MIGLIORE STORIA VR a END OF NIGHT di David Adler (Danimarca, Francia) ORIZZONTI EXTRA PREMIO DEGLI SPETTATORI - ARMANI BEAUTY a SOKEA MIES, JOKA EI HALUNNUT NŽHDŽ TITANICIA (THE BLIND MAN WHO DID NOT WANT TO SEE TITANIC) di Teemu Nikki (Finlandia).

 

 

Barbera: «Non ci aspettavamo così tanti spettatori»

«La sorpresa di questo festival? Il numero degli accreditati e degli spettatori che non ci aspettavamo così numerosi». Lo ha detto il direttore della Mostra internazionale del Cinema di Venezia, Alberto Barbera, prima di entrare nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, per la cerimonia finale. «Il nostro festival ha rivelato che questa è un'annata eccezionale per la bellezza e la qualità dei film», ha aggiunto Barbera. Quanto al mix di film di qualità e pop è stato «apprezzato dal pubblico, che ha capito il progetto che portiamo avanti da dieci anni». Il presidente della Biennale di Venezia, Roberto Cicutto, ha evidenziato che «il festival è andato benissimo ed hanno funzionato perfettamente le misure di sicurezza, grazie alle vaccinazioni e al green pass. Ed è stato riconosciuto che selezione dei film è stata di alta qualità». Cicutto ha detto che c'è un punto negativo solo a conclusione del festival: «la grande delusione è aver avuto per il secondo anno consecutivo il muro davanti al red carpet ma il prossimo anno speriamo di abbatterlo».

 

 

 

Giornate degli autori: tutti i vincitori

Le Giornate degli Autori, promosse da Anac e 100autori, sezione indipendente della Mostra di Venezia ha scelto i vincitori della 78esima edizione. La Giuria Ufficiale composta dai giovani europei del progetto 27 Times Cinema e presieduta dal duo di registe Mina Mileva e Vesela Kazakova ha assegnato, nell'ambito della Selezione Ufficiale, il GdA Director's Award a 'Imaculat' di Monica Stan e George Chiper-Lillemark con la seguente motivazione: «'Imaculat' è un film potente il cui messaggio è espresso meravigliosamente attraverso l'occhio della macchina da presa. Imaculat rappresenta la voce di due autori capaci di raccontare, attraverso interessanti scelte cinematografiche e una recitazione misurata, il percorso di una ragazza vittima della dipendenza. Il film si focalizza sull'interazione tra i pazienti di un centro di riabilitazione molto spesso in primo piano e lascia da parte il punto di vista dei medici del centro. Trattando anche temi come le relazioni tossiche e gli abusi, Imaculat rappresenta tutto ciò che il cinema dovrebbe essere secondo noi: uno specchio della società. Una società in cui le donne sono costrette nella claustrofobia dell'oppressione. Imaculat è un film di denuncia e ci sprona a guardarci negli occhi, ci fa vergognare, arrabbiare e desiderare di lottare per un mondo migliore. Come giovani, crediamo che questo film potente sia allo stesso tempo fragile quanto i suoi personaggi e vogliamo esserne ambasciatori per diffondere la sua voce grazie al GdA Director's Award che abbiamo scelto di attribuirgli». In accordo con le Giornate degli Autori, Mina Mileva e Vesela Kazakova hanno inoltre scelto di assegnare una Menzione speciale delle Presidenti al film a 'Shen Kong' di Chen Guan con la seguente motivazione: «Umorismo, freschezza, audacia e assenza di confini artistici raramente convivono nel cinema d'autore. Questo fine lavoro riesce a evo-care riflessioni filosofiche sulla solitudine, l'isolamento, l'amore, la tenerezza e il senso della vita. Auguriamo a Chen Guan di non perdere mai questa libertà artistica interiore che non può essere censurata». Il Premio del Pubblico Bnl promosso da Bnl Gruppo Bnp Paribas va a 'Deserto Particular' di Aly Muritiba. Bnl ha inoltre assegnato un Contributo per la Sceneggiatura a Alessandro Cassigoli, Casey Kauffman, Vanessa Picciarelli per Californie con la seguente motivazione:«Per il soggetto estremamente attuale che accompagna in un arco di tempo di cinque anni una giovane originaria del Marocco, in bilico tra scelte, desideri e ricerca di identità nello scenario complesso del Sud Italia».

La giuria, composta da Federico Babini, Piotr Czerkawski, Meryl Moser e Andrea Stosiek ha assegnato il Label Europa Cinemas a 'Californiè di Alessandro Cassigoli, Casey Kauffman. «La nostra scelta- di Californie di Alessandro Cassigoli e Casey Kaufmann come film vincitore del Label Europa Cinemas di quest'anno qui a Venezia - si legge nelle motivazioni - è stata assolutamente unanime. Da un lato offre uno sguardo penetrante e universale sull'evoluzione di qualsiasi ragazza tra i 9 e i 14 anni, dall'altro questo sguardo è molto specifico nel mostrare come Jamila, una giovane immigrata marocchina, trova la propria strada in Italia. È tenero, umoristico e a volte duro, ma anche positivo. È il primo film di finzione dei registi, che attingendo alle loro radici nel documentario hanno realizzato un film molto coinvolgente e stimolante. Infine, vogliamo congratularci per l'interpretazione della giovane attrice protagonista - Khadija Jaafari - la vera forza trainante del film».

Il Premio Siae al Talento Creativo va a Elisa Fuksas per il documentario 'Senza finè «per aver saputo raccontare la vicenda personale di una delle interpreti di culto della canzone italiana, Ornella Vanoni, in un documentario che ne raccoglie la testimonianza con grazia e verità e a Francesco Lettieri per il film 'Lovely Boycon'. Assegnato dalla giuria composta da composta da Laura Delli Colli (presidente dei Giornalisti Cinematografici Italiani SNGCI), Antonella Nesi (Adnkronos), Marina Sanna (Cinematografo.it, La rivista del Cinematografo), Stefania Ulivi (Corriere della Sera), Alessandra Vitali (Repubblica), Giuseppe Fantasia (Huffington Post, Il Foglio) e Carola Carulli (Tg2), il Sountrack Stars Award 2021 è andato a Ornella Vanoni per 'Senza finè di Elisa Fuksas mentre il premio per l'inclusione Edipo Re assegnato dalla giuria composta da Paolo Giordano, Lucia Mascino e Giovanni Truppi a 'Al Garib' di Amer Fakher Eldin con la seguente motivazione: »Al Garib riesce nell'impresa di raccontare una doppia marginalità̀, quella di un popolo e quella di un individuo rispetto al suo stesso popolo. I dettagli su cui Ameer Fakher Eldin si concentra, per la loro eleganza e per il nitore delle immagini, ci sono rimasti intatti nella memoria dopo molte ore, ancora a distanza di giorni dalla visione, e siamo certi che dureranno a lungo«. La giuria del premio collaterale 'Autrici under 40' dedicato a Valentina Pedicini a cura di »Venezia a Napoli. Il cinema esteso« composta da Antonella Di Nocera (direttrice Venezia a Napoli. Il cinema esteso), Titta Fiore (giornalista e critico cinematografico), Francesca Manieri (sceneggiatrice), Anna Masecchia (docente di cinema Università degli Studi di Napoli), Cristina Piccino (giornalista e critico cinematografico) ha assegnato la Miglior sceneggiatura a Monica Stan per Imaculat di Monica Stan e George Chiper-Lillemark »per la precisione del racconto, la violenza e la profondità̀ delle relazioni, per la messa in discussione del paradigma dell'amore romantico e la capacità di interrogare l'ambiguità consustanziale di cura e violenza, per l'abilità infine di generare nello spettatore un interrogativo che ha la potenza di un cortocircuito: quale è il nesso che lega la purezza e il male assoluto? Si può essere puri senza essere spietati?«.

 

 

Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 11:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA