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Torneo Fritz Dennerlein 2022, ritorna
la Grande Bellezza della pallanuoto a mare

Giovedì 22 Settembre 2022 di Diego Scarpitti
Anzio Waterpolis

Corona d’alloro e fascia tricolore. Un omaggio affettuoso che non scolorisce nel tempo. E’ il gesto sentito e tributato, che ha dato il via al Torneo Fritz Dennerlein-edizione 2022 nel 30esimo anniversario della morte dell’atleta, del genio, dell’educatore, nonché maestro di vita e di sport, che ha conferito alla pallanuoto la moderna fisionomia tattica ed atletica, propugnando il sapersi sacrificare per raggiungere i propri obiettivi. A Vico Equense pallanuoto ritrovata a mare nel ricordo indelebile di «quel signore dell’altissimo canto, che sovra gli altri com’aquila vola», per riprendere Dante Alighieri. Andrea Scotti Galletta e Simone Mulazzani rispolverano una manifestazione che rischiava di finire nell’oblio e invece riescono a realizzare un format destinato a diventare appuntamento in pianta stabile nei prossimi anni. E bene ha fatto il Comune vicano a creare le premesse per ripristinare una kermesse iniziata il 3 settembre 1993, quando fu apposta la lastra di marmo con tale iscrizione: «Su questa spiaggia conobbe e amò il mare l’indimenticabile delfino Fritz Dennerlein». A presiedere allora il comitato organizzatore Giuseppe Maffucci, in un passaggio di testimone con suo figlio Ciro, attuale assessore al turismo e alla cultura.

 

Classe immensa, pallanuotista inaffondabile. «L’airone, il cigno, la leggenda delle piscine» -come era definito- «ha avuto sempre e solo due bandiere, quella del Circolo Canottieri Napoli e quella della Nazionale», ricorderà la moglie Gigliola Pacifico. Palmares lunghissimo quello di Federico Dennerlein tra nuoto e pallanuoto: 37 titoli assoluti, 14 argenti, 5 bronzi. E poi argento e bronzo agli Europei 1958, un argento e 4 ori ai Giochi del Mediterraneo (Barcellona 1955, Beirut 1959 e Napoli 1963), senza dimenticare i trionfi alle Universiadi (3 ori, 2 argenti, 1 bronzo). Due scudetti da giocatore 1958 e 1963, eletto miglior giocatore del mondo nel 1959. Da tecnico 4 scudetti, quelli degli «anni dispari» (1973, 1975, 1977, 1979), la Coppa Campioni (1977), l’argento mondiale a Madrid nel 1986 contro la Jugoslavia di Ratko Rudic (12-11) a 3 decimi dalla sirena dopo 8 tempi supplementari. Inventore della «zona M» e non solo. Inoltre ha stabilito 5 record continentali nel delfino, partecipando a 3 Olimpiadi (Melbourne 1956, Roma 1960 e Tokyo 1964).

Incantevole scenario. Le 4 foto di Julien Lanfranco, così come quelle di Gianluca Madonna, mostrano una cornice di indicibile bellezza, dove non sono mancate beduine e palombelle, gesti tecnici di assoluto valore. Il Vesuvio sullo sfondo ad impreziosire il contesto mozzafiato e il campo gara adagiato in acque cristalline. E una piattaforma brulicante di appassionati, addetti ai lavori e semplici curiosi. Primeggia l’Anzio Waterpolis, allenato da Roberto Tofani e trascinato da Federico Lapenna e Nicola Cuccovillo, grazie agli interventi di Simone Santini. Sul secondo gradino del podio la Rari Nantes Salerno, guidata da Matteo Citro. Si è rivisto il mancino siracusano Valentino Gallo, argento a Londra 2012 e bronzo a Rio 2016, ex capitano rossoverde, insieme a Zeno Bertoli. Privo di 6 titolari (Roberto Spinelli, Tyler Abramson, Ben Stevenson, Giuliano Mattiello, Milos Milicic e il biondo centroboa Lanfranco), il Posillipo di capitan Paride Saccoia, pur fortemente rimaneggiato, ha assicurato la propria presenza, chiudendo terzo. Quarto posto per Distretti Ecologici Roma Nuoto, allenata da Maurizio Mirarchi. Finale diretta dai due internazionali Filippo Massimo Gomez e Antonio Guarracino (10-8 per i laziali). A completare lo staff arbitrale Stefano Alfi, Domenico Rotondano e Maurizio De Chiara. Non è mancata l’appendice paralimpica tra Expert Napoli Lions e il Centro Sportivo Portici, riproponendo il duello della Scandone per l’assegnazione del tricolore. Spazio anche alle compagini di serie A2 con la Canottieri di Enzo Massa e l’Acquachiara di Walter Fasano, e i giovani leoni multicolor di Fabio Galasso.  

«Straordinario davvero il ritorno dello sport a Vico Equense. L’Amministrazione comunale rinnova l’invito per i prossimi anni nella speranza di rivederci nuovamente», auspica fiduciosa Federica Leone, assessore agli eventi, alle politiche giovanili e al demanio. «Siamo una città votata allo sport e stiamo investendo molto nel turismo sportivo. Siamo legati a Fritz Dennerlein e all'idea che abbiamo del mare: è una questione affettiva. Abbiamo rivissuto grandi emozioni proprio come 20 anni fa, quando ragazzini ammiravamo in acqua Tamas Kasas, Carlo Silipo, Ferdinando Gandolfi, Manuel Estiarte. Queste acque hanno visto grandi campioni e grandi battaglie. Un torneo richiesto e voluto. Il nostro obiettivo come Amministrazione comunale è di riportare quei fasti e farne un evento foriero di tanti altri, a cominciare dal Miglio azzurro», dichiara Ciro Maffucci, assessore al turismo e alla cultura.

Proiettati al futuro. «Grazie a tutti per la partecipazione. E’ stato un onore riprendere una tradizione alla quale siamo tutti affezionati. Da piccolo sognavo di partecipare, adesso è un motivo di orgoglio essere tra i promotori del rilancio e della rinascita. Deve essere un appuntamento in pianta stabile, che ci deve accomunare nei prossimi anni. Dovremo ripensare alla Calottina d’oro, premio destinato al pallanuotista più meritevole della stagione, l’equivalente del Pallone d’oro nel calcio», afferma convinto Andrea Scotti Galletta.

Gioco di squadra ampiamente riuscito. «Esprimo i miei ringraziamenti a quanti sono intervenuti. Quando si è ripresentata la possibilità di dare seguito e continuità a tale manifestazione, abbiamo subito accettato di buon grado e accolto l’idea. Rivolgiamo un doveroso ringraziamento al sindaco Giuseppe Aiello, all’assessore Ciro Maffucci e alle strutture ricettive, così come all’Antico Bagno che ci ha supportato in questi giorni», conclude soddisfatto Simone Mulazzani.

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