Ex Supercinema di San Giovanni, servono altri fondi per restituirlo ai cittadini

Lunedì 14 Giugno 2021 di Alessandro Bottone
Ex Supercinema di San Giovanni, servono altri fondi per restituirlo ai cittadini

L’ex Supercinema di San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale di Napoli, è tra le tante strutture pubbliche abbandonate e non ancora valorizzate. Aperto nel secondo dopoguerra e utilizzato come sala cinematografica fino al 1978, dal 1983 è nel patrimonio del Comune di Napoli. A distanza di dieci anni dagli ultimi lavori il bene pubblico in corso San Giovanni è ancora negato alla cittadinanza. Composto da due sale - cinquecento e centocinquanta posti a sedere - e da un'arena esterna, per l'ex Supercinema si parla del recupero dalla fine degli anni Ottanta.

Solo negli anni Duemila inizia a muoversi qualcosa. Nel 2002 vengono affidati gli interventi del primo lotto per un milione e 136mila euro. Sospesi varie volte e per lunghi periodi: sei anni dopo arriva la prima variante al progetto con una maggiorazione di circa 12mila euro. Nel 2010, invece, si passa al secondo lotto di lavori per 324mila euro. Per il progetto di ristrutturazione, completamento e arredamento della multisala dell’ex Supercinema il Comune di Napoli beneficia di 350mila euro di fondi della Regione Campania ai quali si aggiungono 133mila euro dalle proprie casse. Nel 2011 si decide la seconda variante che riguarda entrambi i lotti dei lavori per un importo complessivo di 779mila euro.

Destino particolare per il luogo della cultura di San Giovanni a Teduccio posto di fronte allo stazionamento dei tram. Difatti, l’impresa affidataria degli interventi del primo lotto «non ha completato i lavori procedendo alla risoluzione del contratto» motivando la «carenza di capacità economica». Non va meglio per il secondo lotto: anche l’altra impresa, infatti, «non ha completato i lavori procedendo alla proposta di risoluzione contrattuale», non portando a termine nemmeno quelli che sarebbero dovuti essere ultimati con il primo lotto. I lavori, quindi, hanno riguardato la messa in sicurezza e la sistemazione esterna dell'immobile comunale attraverso l’impermeabilizzazione delle coperture - indispensabile a eliminare le infiltrazioni di acqua piovana -, la tinteggiatura delle pareti esterne e la pulizia delle aree circostanti. Si tratta di interventi realizzati fino al 2012, ben nove anni fa. É quanto constatato dai tecnici comunali che, nei giorni scorsi, hanno approvato il certificato di regolare esecuzione dei lavori eseguiti nel bene comunale incastrato tra le abitazioni private.

Per restituirlo a cittadini e realtà associative occorrono altre risorse economiche. «Per completare le opere rimaste incompiute è necessario trovare nuove forme di finanziamento» oppure «in alternativa, indire una procedura ad evidenza pubblica attraverso la pubblicazione di un bando di project financing, che consentirebbe di realizzare lavori pubblici tramite contratti di concessione» si legge nella relazione dei tecnici che evidenziano: «Nonostante la sospensione dei lavori abbia determinato la mancata fruizione pubblica del bene, si ritiene che le lavorazioni realizzate e concluse abbiano comunque consentito di raggiungere rilevanti obiettivi a valenza socio-economica». Nel dettaglio spiegano che «l’intervento di impermeabilizzazione della copertura, portato a termine, ha determinato la messa in sicurezza della struttura». Inoltre, le lavorazioni che hanno riguardato le facciate hanno avuto «un conseguente impatto positivo sul contesto circostante».

Non risultano, invece, valutazioni sull’impatto sociale che una struttura come questa ha per l’ex quartiere industriale di Napoli Est dove, negli ultimi anni, sono nate diverse realtà associative che lavorano nel settore teatrale e dello spettacolo. Per tanti l’ex Supercinema è soltanto un vecchio ricordo di gioventù. Per molti altri una struttura anonima nascosta da un cancello arrugginito.

© RIPRODUZIONE RISERVATA