Napoli Est, aumento di escherichia coli: il mare resta negato

Lunedì 8 Giugno 2020 di Alessandro Bottone
Napoli Est, aumento di escherichia coli: il mare resta negato

Il mare di San Giovanni a Teduccio, quartiere nella periferia orientale di Napoli, è sporco e inquinato. Le immagini dell’acqua limpida nei giorni della quarantena avevano meravigliato i residenti molti dei quali inconsapevoli del danno nello specchio d’acqua di Pietrarsa, tra il museo ferroviario e l’ex depuratore ormai dismesso.

È aumentato sensibilmente il livello di escherichia coli rilevato dalle indagini dell’Arpa Campania, l’agenzia regionale che ogni anno stila un rapporto sulla qualità del nostro mare. Nel prelievo effettuato la mattina del 3 giugno 2020 il valore è di 831 rispetto al limite di 500. Tra i sei prelievi dello scorso anno, invece, un solo campione aveva mostrato valori anomali: quello del 13 agosto 2019 con un livello di 1.013. L’altro parametro preso come riferimento per la qualità dell’acqua, ovvero quello degli enterococchi intestinali, risulta pienamente nel limite: nell’ultimo prelievo è 10 rispetto a 200. L’Arpac identifica come causa di inquinamento lo scarico preveniente dal cunicolo di sottoservizi di vico secondo Marina, dove è posizionato un grande tubo che dalla banchina scende in acqua verso il largo.

Sicuramente non l’unica fonte d’inquinamento dello specchio d’acqua di San Giovanni a Teduccio negato da anni. C’è un altro enorme tratto - di circa duemila metri, da vicoletto Municipio fino al depuratore di via Boccaperti - le cui acque sono considerate «non adibite alla balneazione e permanentemente vietate»: proprio qui, a gennaio scorso, le acque si colorarono di rosso scuro per diverse ore. Intanto proseguono i lavori per la dismissione del collettore Volla da raccoglitore di acque nere - che confluiscono in mare - per restituire a questo canale la funzione originaria di alveo pluviale, ovvero di canale di raccolta delle sole acque piovane.

Non va meglio per la spiaggia che si presenta sporca e zeppa di rifiuti di ogni genere. Nonostante il mare inquinato e il relativo divieto sono in tanti a tuffarsi in queste acque e a praticare attività di pesca. Cittadini e associazioni chiedono da tempo alle istituzioni di prendersi carico di questa vera e propria emergenza e di restituire il mare ai residenti di Napoli Est che anche quest’anno torneranno numerosi per la innegabile tintarella.

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