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Omicidio Covelli a Pianura, l'ultimatum dei boss alle forze dell'ordine: «Una settimana di tempo per prendere i killer o ci pensiamo noi»

Domenica 10 Luglio 2022 di Luigi Sabino
Omicidio Covelli a Pianura, l'ultimatum dei boss alle forze dell'ordine: «Una settimana di tempo per prendere i killer o ci pensiamo noi»

«Diamo 1 settimana di ultimatum per arrestarli o scateneremo l’inferno contro di loro”. Conclude così il messaggio apparso nelle scorse ore su TikTok in cui si accusano esplicitamente tre giovanissimi affiliati alla cosca Esposito-Marsicano di essere gli autori materiali dell’omicidio di Andrea Covelli. Il testo, acquisito dal personale della Squadra Mobile prima che fosse rimosso dal web, è considerato di altissimo interesse investigativo non solo per l’identificazione dei presunti assassini del 27enne ma, soprattutto, perché svela particolari della sua esecuzione.

“Lo portarono nelle campagne di Soccavo, torturato di botte con il calcio della pistola in faccia, cazzotti e calci per poi sparare tre colpi in pieno volto… hanno portato Andrea nella selva mettendolo a pancia sotto e coprendo con terra e erba”. Non è tutto. L’ignoto accusatore, che ha scelto come alias ‘iltempoequasiscaduto1’, ha riferito anche alcuni particolari sulla telefonata anonima che ha permesso alle forze dell’ordine di recuperare i resti di Andrea. Telefonata che, a suo dire, sarebbe stata fatta da uno dei suoi assassini dopo che i resti della vittima erano stati trasferiti dal luogo dove era stato commesso l’omicidio al punto dove, poi, è stato trovato. Il telefonista, si legge nel messaggio, sarebbe stato un 27enne che, nei giorni immediatamente successivi all’omicidio Covelli, sarebbe, a sua volta, miracolosamente scampato ad un agguato. L’episodio è avvenuto nemmeno una settimana fa quando, in piena notte, l’uomo ha raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale ‘San Paolo’ per una ferita d’arma da fuoco alla mandibola. Ai medici che lo hanno soccorso ha riferito di essere scampato a un tentativo di rapina nella zona di via Campanile dove, mentre si trovava in compagnia di un conoscente, era stato avvicinato da due sconosciuti che, dietro la minaccia di una pistola, gli avevano intimato di consegnare denaro e telefonini. Alla sua reazione, uno degli aggressori avrebbe aperto il fuoco, ferendolo alla mandibola.

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Una storia che, però, ha convinto poco gli investigatori anche perché il 27enne, dopo aver ricevuto le prime cure, ha abbandonato il nosocomio rifiutando il ricovero nonostante una prognosi di venti giorni. Un allontanamento volontario dettato, forse, dal timore di finire nuovamente nel mirino dei sicari del clan Carillo-Perfetto oppure per paura delle inevitabili domande che gli avrebbero rivolto gli investigatori. Nel messaggio, ed è questo il particolare interessante per le forze dell’ordine, l’autore riferisce che il 27enne sarebbe stato ‘colpito’ proprio per il suo coinvolgimento nel delitto Covelli. Anche un altro dei presunti killer, riferiscono gli investigatori, avrebbe trascorsi che rendono plausibile la sua partecipazione all’omicidio. Qualche tempo prima che il 27enne fosse sequestrato e ucciso, infatti, era stato brutalmente picchiato dagli emissario dei Carillo-Perfetto. Un pestaggio che lo aveva costretto a ricorrere alle cure mediche per diverse fratture agli arti inferiori. Alcune immagini che lo ritraggono con le braccia fasciate sono state pubblicate su uno dei suoi profili social accompagnate da quello che, ora, suona come un macabro avvertimento: “la ruota gira”.

Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 08:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA