Italia Domani a Napoli: «Il Recovery plan opportunità di recupero del divario Nord-Sud»

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Emiliano Caliendo
Italia Domani a Napoli: «Il Recovery plan opportunità di recupero del divario Nord-Sud»

Si è tenuta oggi a Napoli, presso il Campus di San Giovanni a Teduccio dell'Università degli Studi Federico II, la terza tappa dell’iniziativa “Italia domani – Dialoghi sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. Sono intervenuti il ministro degli Esteri Luigi di Maio, la ministra per il Sud e la Coesione Territoriale Mara Carfagna, la coordinatrice della segreteria tecnica del Pnrr Chiara Goretti e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Il ciclo di incontri, promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri, ha come obiettivo quello di comunicare con cittadini, amministrazioni locali e imprese sui contenuti e le opportunità del Pnrr. 

Il dibattito introdotto dalla portavoce del presidente del Consiglio, Paola Ansuini, e moderato dal direttore del Mattino, Federico Monga, si è incentrato in particolare su come i 235 miliardi del Pnrr (contando anche il fondo aggiuntivo complementare nazionale) possano essere utilizzati per contrastare la sperequazione Nord-Sud. Sull’argomento la diretta interessata, in quanto ministro della Coesione Territoriale, Mara Carfagna ha subito ricordato «l’importanza dell’inserimento nel Pnrr della riqualificazione dell’Albergo dei Poveri come simbolo del riscatto del Sud e di Napoli per cui sono stati previsti 100 milioni da spendere in cinque anni». Il ministro ha ricordato, inoltre, l’accelerazione impressa sul nodo Bagnoli, descritta come «una vergogna nazionale e una ferita aperta per Napoli e il Paese», per cui è stata «riformata la governance, che è chiara e definita con i poteri affidati al commissario, il sindaco Manfredi, a cui abbiamo fornito leve e poteri decisionali per accelerare il processo di bonifica e di rigenerazione ambientale e urbana. Basta ritardi, sprechi di risorse e rimpalli di responsabilità». Infine, Carfagna ha sottolineato la svolta impressa grazie ai cosiddetti contratti istituzionali di sviluppo, con la loro collaborazione tra più livelli istituzionali, sulla valorizzazione del centro storico di Napoli, l’asse Pompei-Vesuvio per cui sono previsti «interventi in chiave di valorizzazione turistica e al fine anche di potenziare la logistica e la riqualificazione dell'area produttiva» e sulla la Terra dei Fuochi con «interventi per la rigenerazione urbana e una riqualificazione sociale e ambientale».

L’altro rappresentante del governo, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, anche lui campano come la Carfagna, ha invece ricordato come «in molti ambiti di investimento la quota di investimenti riservata al Mezzogiorno è addirittura superiore al 40 per cento. Il ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile ha riservato al Sud il 56 per cento dei 61,3 miliardi di risorse di loro competenza». Il ministro ha poi rassicurato gli amministratori e gli imprenditori presenti sulla capacità di spesa delle risorse europee di cui 120 miliardi a debito (quindi prestiti da restituire a Bruxelles): «La ricognizione dei fondi destinati al Sud sta facendo discutere ma il calcolo è stato validato dalla Commissione Europea che ha ritenuto il nostro impegno solido e credibile». 

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I principali enti cui spetterà l’onere di spendere i fondi italiani del Next Generation Eu saranno i comuni, rappresentanti da una ventina di sindaci in platea, e dal primo cittadino di Napoli, Gaetano Manfredi che ha affermato: «Nell'immaginario collettivo ci sono grandi aspettative su questo piano che deve rappresentare un momento di svolta per il paese e soprattutto per il Mezzogiorno che ha una grande aspettativa ma anche la necessità di dare un contributo alla ripartenza dell'Italia e dei nostri territori. Mai come ora è necessario che ci sia un obiettivo alto, siamo in grado di affrontare questa sfida della ripartenza ponendoci come obiettivo di trasformare i Paese e lo dobbiamo fare nei territori. Le amministrazioni del Sud - ha aggiunto Manfredi - devono essere messe in condizione di spendere le risorse che arriveranno», Sul debito del Comune da lui amministrato, l’ex rettore federiciano ha lasciato intendere che servirà ancora un altro po’ di tempo per affermare di aver portato a casa una norma “Salva Napoli”: «Stiamo ancora definendo lo strumento. L’assessore Baretta sta discutendo con il Mef, siamo ancora in una fase di confronto per trovare la soluzione migliore». 

Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 08:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA