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Sanità, via alla campagna referendaria: Cisl e Fp scrivono ai sindaci della Campania

Martedì 8 Febbraio 2022
cisl campania

Parte la campagna di mobilitazione promossa dalla Cisl e dalla funzione pubblica della Campania per la raccolta delle 50 mila firme necessarie all’indizione del referendum approvativo previsto dall’art. 15 dello statuto regionale su un nuovo modello di sanità.

I segretari generali del sindacato confederale e di categoria di Napoli Giampiero Tipaldi e Luigi D’Emilio, Caserta Giovanni Letizia e Franco Della Rocca, Irpinia Sannio Fernando Vecchione e Antonio Santacroce e Salerno Gerardo Ceres e Miro Amatruda hanno scritto ai sindaci delle rispettive province per sensibilizzarli sugli obiettivi del referendum, a partire dallo sviluppo della medicina territoriale e di prossimità, con la creazione di aziende sanitarie territoriali cui affidare il governo del territorio, scorporando da esse le strutture ospedaliere per rendere possibili due livelli di azione, uno immediato presso gli ambiti locali, l’altro, quando necessario, presso le strutture sanitarie complesse.

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«La proposta – sottolineano i leader della Cisl e della funzione pubblica Campania Doriana Buonavita e Lorenzo Medici - è nata a seguito delle straordinarie difficoltà in cui si è trovato il sistema nel contrasto al Covid19, con gli ospedali dei capiluoghi delle province presi d’assalto a causa dell’assoluta e totale carenza di presìdi, case di cura ed ospedali di comunità che rappresentano la vera, autentica risposta alla domanda di salute che viene dal territorio. Purtroppo, ne hanno pagato le conseguenze tante persone con morbilità serie, abbandonati al loro destino per il continuo cambio di destinazione degli ospedali, compresi quelli di rilievo nazionale, e quanti avevano bisogno di interventi ordinari, letteralmente cancellati.

È un sistema da cambiare, e da farlo subito cogliendo anche l’opportunità offerta dalle risorse del pnrr per definire una progettazione utile a dotare la Campania di strutture sanitarie idonee ad assicurare il primo soccorso alla domanda di salute e restituire ai sindaci il ruolo di coordinamento istituzionale nel settore che non hanno potuto espletare per gli storici e cronici limiti oggettivi dell’organizzazione sanitaria nella regione». «I sindacati provinciali organizzeranno nelle prossime settimane appositi incontri – dicono nella nota trasmessa ai sindaci – per decidere assieme a voi il percorso organizzativo migliore e favorire una rapida raccolta delle firme necessarie a chiamare al voto i cittadini».

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