In scena alla Biblioteca Universitaria la storia di Napoli e la poesia musicale di De Luca

di Donatella Trotta

Ripresa settembrina a pieno ritmo per la Biblioteca Universitaria di Napoli, che propone anche al grande pubblico eventi culturali significativi. Il primo: riprendono le consuete visite guidate del primo sabato del mese alla Bun - coronate, dallo scorso gennaio, da un significativo successo premiato da un “overbooking” di visitatori. Ma stavolta, la consueta visita mattutina alla storica e monumentale struttura, scrigno di saperi e testimonianze storiche, dal Cortile delle Statue ai tesori librari fino ai resti archeologici della Biblioteca Universitaria nel cuore del centro storico (in via Giovanni Paladino 39), sarà arricchita da un evento speciale: la pièce teatrale, a cura degli allievi della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, diretti dal Maestro Tonino di Ronza, che ripercorrerà alcune vicende della storia e dei personaggi legati ad un luogo ancora poco conosciuto della nostra città. L’appuntamento (ingresso libero, prenotazione obbligatoria: 081/5517025 - bu-na.promozioneculturale@beniculturali.it) è per sabato 7 settembre alle ore 11.
 
“Ospite d’onore” della visita è il personaggio di Maria Giuseppina Castellano Lanzara, storica direttrice della BUN tra il 1936 e il 1965, che sarà interpretata da Federica Mazzaro la quale - oltre a raccontare i momenti più rappresentativi della Biblioteca durante la sua direzione – guiderà con la sua narrazione i visitatori in un viaggio a ritroso nella Rivoluzione Partenopea del 1799, con alcuni dei suoi protagonisti (tra i quali
Eleonora Pimentel Fonseca, Domenico Cirillo, Gabriele Manthoné, i cui busti sono posizionati lungo il Loggiato Monumentale della Biblioteca con altri personaggi) che rivivranno così, rievocati dall’azione scenica in alcuni momenti cruciali della Rivoluzione con l’accompagnamento suggestivo di brani musicali, canti celebri  e antiche villanelle eseguiti dal vivo da Giovanni Chiummariello, Massimo Renzetti e Asia Di Palma. Accanto ai bravi studenti/interpreti dell’Accademia (Valentina Iaconetta, Angela Salvio, Carmen Carnevale, Vincenzo Prezioso, Elena Cecere, Asia Di Palma, Dalila Blasio, Nicoletta Esposito),  i personaggi della pièce saranno interpretati anche da alcuni attori professionisti: Simona Crasto, Andrea Di Ronza, Mario Di Nardo, Nicola Russo. L’evento fa non a caso parte della manifestazione promossa dal Comune di Napoli «Estate a Napoli 2019», patrocinato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo guidato da Nino Daniele.
 
Non solo. A seguire, martedì 10 settembre alle ore 16.30, nuovo appuntamento culturale in Biblioteca, con l’evento dal titolo «Emozioni, cibo per la vita. Incontro sulla poesia»: un incontro con l’autrice Fabia De Luca introdotto dal Direttore della BUn, Raffaele De Magistris, in dialogo con la redattrice e consulente editoriale Antonella Cristiani e la giornalista e poetessa Rita Felerico. Fabia De Luca è una musicista, formatasi al Conservatorio di Nizza, che suona e insegna arpa in Toscana. Ha vissuto tra Napoli e Parigi, dove vive ancora sua madre. Scrittrice di sensibilità affinata dalla passione dominante per la musica, accanto all’amore per il teatro e per il cibo occhieggianti nella sua produzione poetica, ha scritto nel 2017 un libro dal titolo appunto Emozioni, cibo per la vita (LFA Publisher), spunto dell’incontro che, a partire dai versi dell’autrice, spazierà in forme d’arte come espressione di emozioni, sentimenti e di vita reale.
 
Musicista prestata alla poesia, Fabia De Luca ha infatti abbracciato nel suo percorso creativo quasi tutte le arti: dal disegno studiato sui banchi di scuola ai corsi di recitazione, dalla partecipazione a piccoli ruoli in alcuni film alla frequentazione delle arti marziali.  Ma non disdegna nemmeno l’arte culinaria e il piacere della buona tavola, ulteriori gustosi “ingredienti” della sua vita. Una “arpista multi-colorita”, insomma, dalla personalità con tratti “rinascimentali” che il libro di poesie che sarà presentato martedì fa conoscere in una immersione in scorci di vita pura, punteggiati di riflessioni sull’arte, sui sentimenti e sul dolore: perché proprio la sofferenza di non aver avuto la madre vicina è stata una delle principali spinte a indurla a scrivere, al di là della musica. Tanto che affermare: «Scrivere per me è una medicina, ma senza effetti collaterali».
 
A dialogare con lei due donne di analoga sensibilità:  Antonella Cristiani, redattrice e consulente editoriale, storica di formazione che si è occupata a lungo di Unione Sovietica e di Russia in ambito accademico per poi dedicarsi al lavoro sui testi di saggistica e narrativa per case editrici e autori, si definisce una lettrice curiosa ed esigente, impegnata a collaborare a progetti di promozione della lettura e all’ideazione e organizzazione di manifestazioni culturali. Rita Felerico, già funzionaria della Regione, è giornalista pubblicista, vicepresidente dell’Associazione Peripli–Culture e Società Mediterranee, autrice di poesie che hanno vinto vari concorsi nazionali e organizzatrice culturale a tutto tondo. Un viaggio sulla e nella poesia come vita, insomma, che può riaccendere necessarie scintille di entusiasmo in un’epoca di “passioni tristi”.
 
Mercoledì 4 Settembre 2019, 13:25 - Ultimo aggiornamento: 04-09-2019 14:44
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