“Nella mente di un superficiale”, Generoso Di Biase presenta il suo nuovo libro alla Libreria Raffaello

Lunedì 17 Gennaio 2022
“Nella mente di un superficiale”, Generoso Di Biase presenta il suo nuovo libro alla Libreria Raffaello

Si presenta a Napoli “Nella mente di un superficiale”, il romanzo “irriverente” dell’avvocato Generoso Di Biase, pubblicato dalla Graus Edizioni. L’autore ne discuterà il 20 gennaio 2022 alle ore 18.00 alla Libreria Raffaello in via Michele Kerbaker 35 con i giornalisti Maurizio Vitiello e Pino Cotarelli. Con ritmo coinvolgente e parecchio sopra le righe, Di Biase tratteggia in modo lucido e dissacrante i rapporti tra l’uomo e la donna di oggi, attraverso i pensieri del suo protagonista, l’avvocato De Chirico. Ne viene fuori uno spaccato, più che reale, di vita contemporanea raccontato con un’appetitosa e spiazzante ironia, che non nasconde la profondità di amarezze, sofferenze e intime angosce. E fa emergere la necessità di rompere gli schemi, di guardare in faccia alla realtà, senza paura.

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Sciupafemmine, impudente e prosaico, un padre discutibile, ma poi scopriamo che possiede la sensibilità del poeta. Chi è veramente nel profondo De Chirico? «Credo», spiega di Biase «che sia l’unico a non accontentarsi di ciò che ha. In fondo, sa dell’effimero suo successo, eppure, rispetto a qualche like sui social di cui appare schiavo, è senz’altro qualcosa in più. Persino da creare invidia, sebbene la sua condizione non sia affatto delle migliori. Ma ne è consapevole. Da qui, l’ironia, con cui accetta le conquiste, con cui deride se stesso e, soprattutto, con cui affronta con severità le proprie mancanze, una in particolare. Di certo, con le avversità e la sensibilità che, comunque, a volte affiora, non ha avuto vita facile, in un mondo a cui la bocca viene riempita dai benpensanti o dai superficiali a tutto tondo. Anche se ultroneo aggiungere alla categoria dei benpensanti quella dei superficiali». Infantile, piacione, egoista ed egocentrico, in che misura incarna l'uomo odierno? «Non lo incarna del tutto, ma c’è una grande differenza tra il protagonista del romanzo e l’uomo di oggi: la grande e severa autoironia. L’uomo di oggi, allorquando vive come il protagonista, è soddisfatto di sé, pienamente preso dal senso di protagonismo, lui ha, sebbene i successi siano la sua unica forza, per non sprofondare nei problemi che ha e nei dilemmi che si pone, è assolutamente conscio dell'effimera consistenza di quei successi.»

Ma l’alternativa? Un mondo come questo, gli ha teso la mano quando ha fatto una scelta dolorosa, sebbene del tutto consueta e ortodossa? «Assolutamente no. Anzi, il giudizio sul suo conto, che avverte fortemente, forse, inconsapevole del timore che crea la sua personalità, è, soprattutto per i suoi sentimenti, tranciante, devastante. Cosa fare soccombere o vivere da protagonista la parte che questa società gli ha destinato? Meglio invidia che pietà, potrei sintetizzare». Romanzo scritto con un andamento appuntito, irriverente, sfrontato… Come mai questa scelta? «Un linguaggio crudo, diretto e senza fronzoli, per giunta molto in uso tra gli amici, serve ad esprimere l'idiosincrasia per la retorica, il patinato. Idiosincrasia più volte espressa perché quel linguaggio spesso serve ad ammantare le piccinerie della gente. Del resto, non dimentichiamo che a parlare è la mente del protagonista. Non credo che i nostri pensieri siano così politicamente corretti come, invece, il nostro linguaggio».

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