Borsellino, l'audio: «Io, scortato la mattina ma libero di essere ucciso la sera»

Borsellino, l'audio: «Scortato la mattina, ma posso essere ucciso di sera»
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Dagli archivi (ora desecretati) della Commissione parlamentare antimafia emerge la voce di Paolo Borsellino. «In questi video vediamo un Paolo Borsellino arrabbiato, non ce la fa a portare avanti il lavoro, è troppo e il magistrato non riesce a gestire un numero di procedimenti troppo elevato. Quanto sarebbe necessario che la magistratura avesse la possibilità di curare la qualità, se vogliamo affrontare la mafia e la corruzione bisogna dedicarsi a tempo pieno e non si può rimanere sommersi. Il ministro della giustizia sicuramente provvederà con una serie di provvedimenti». Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho alla conferenza stampa sulla desecretazione degli atti della Commissione antimafia dopo la proiezione di alcuni video del magistrato Borsellino in audizione in antimafia.
 


«Che senso ha essere accompagnato la mattina per poi essere libero di essere ucciso la sera?». A domandarlo è Paolo Borsellino davanti alla Commissione antimafia di allora, in un breve video proiettato oggi in Senato. Il magistrato lamenta di avere la scorta solo la mattina, per mancanza di autisti giudiziari; lamenta anche la mancanza di segretari e dattilografi «ne abbiamo bisogno per tutto l'arco della giornata», spiega.

«Voglio sottolineare - dice Borsellino alla Commissione antimafia nel 1984 - la gravità dei problemi di natura pratica che ogni giorno dobbiamo affrontare. Con la gestione dei processi di mole incredibile, è diventato indispensabile l'uso di attrezzature più moderne, come i computer: il pc è finalmente arrivato ma non sarà operativo se non tra qualche tempo, ci sono problemi gravi di installazione, è stato messo in un camerino. Deve servire per la gestione dell'enorme processo che stiamo portando avanti. È indispensabile, c'è una mole di dati incredibile, il processo impegna ben 4 magistrati. Non bastano più le rubriche artigianali». «Quanto al personale - prosegue il magistrato - non si tratta solo di dattilografi e segretari di cui avremmo bisogno di aver garantita la presenza per tutta la giornata, non solo per la mattinata; ma mi riferisco anche agli autisti giudiziari: la mattina con strombazzamento di sirene la gran parte di noi viene accompagnata in ufficio dalle scorte ma il pomeriggio c'è una sola macchina blindata e io sistematicamente vado in ufficio con la mia auto per poi tornare a casa verso le 21-22». «La libertà la riacquisto - dice infine Borsellino rispondendo ad un esponente della Commissione - ma non vedo che senso ha perdere la libertà la mattina per essere libero di essere ucciso la sera».


Il premier Conte. «Oggi la Commissione Antimafia ha desecretato tutti gli atti dei suoi lavori fino al 2001, offrendo così un patrimonio prezioso all'intera collettività. Grazie a questa scelta di trasparenza, oggi possiamo riascoltare le parole amare del giudice Paolo Borsellino e la sua denuncia in anni cruciali per la lotta alla mafia. Le sue parole potranno risuonare nelle coscienze di tutti noi». Lo scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte: è «un bel segnale affinché nessuno sia lasciato solo nella lotta contro la mafia».
 
Martedì 16 Luglio 2019, 15:35 - Ultimo aggiornamento: 17 Luglio, 13:23
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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2019-07-16 19:29:30
E invece lo ammazzarono di pomeriggio,con tutta la scorta. Chi davvero ci fosse dietro gli omicidi di questi servitori dello Stato-Falcone,Chinnici,Dalla Chiesa-ipocritamente celebrati da morti ma osteggiati e negletti da vivi dal potere politico-mafioso,non è dato sapere.Nè,temo,lo sara' mai.
2019-07-16 18:52:30
Omicidio di stato
2019-07-16 17:51:05
Notizie utili unicamente per gli storici....

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