Genetica Medica: sequenziamento di ultima generazione al Cardarelli per malattie rare

Venerdì 15 Ottobre 2021
Matteo Della Monica

Il Cardarelli di Napoli apre ad un ventaglio di prestazioni di altissima specialità grazie alle nuove tecnologie di “Next Generation Sequencing” acquisite dall’unità operativa complessa di genetica medica, diretta dal dottor Matteo Della Monica, già proveniente dall’azienda ospedaliera universitaria Meyer di Firenze. Proprio Della Monica spiega che queste nuove apparecchiature permetteranno di effettuare screening molecolari per i tumori (tra i quali neoplasie alla mammella e all’ovaio), terapie personalizzate per le malattie oncologiche in base al profilo genomico, diagnosi di malattie rare e sindromi malformative.

Aggiunge il Dottore: «Grazie all’impegno della nostra direzione strategica il più grande ospedale del Mezzogiorno si pone al passo con altre realtà regionali di altissimo spessore, mettendo i cittadini campani in condizione di essere curati nella propria regione e nel migliore dei modi». Tra le nuove prestazioni erogate sono compresi anche screening di II livello per le talassemie; test molecolare per Brca e tumori dell’ovaio, array-CGH, FRAXA, analisi molecolare dei geni DPYD e UGT1A1 necessari per terapia oncologicabiopsia liquida, pannello di oncogeni da sangue periferico e da tessuto somatico, esoma clinico, pannello genico per nefropatie, rischio trombofilico e cardiovascolare, e per emocromatosi.

«Tutte queste analisi oggi possibili presso la nostra Unità Operativa Complessa di Genetica Medica - dice il direttore sanitario Giuseppe Russo - vanno a migliorare ancor più, e a velocizzare, i percorsi di cura del nostro ospedale. Si tratta infatti di analisi cruciali per l’attività clinica di moltissime specialità, e verranno erogate non solo per richieste interne, ma anche per l’utenza esterna». «Con l’aggiunta di queste prestazioni - commenta infine il direttore generale Giuseppe Longo - la nostra Azienda Ospedaliera contribuirà significativamente ad alleggerire la pressione sulle altre strutture pubbliche, riducendo il ricorso al privato o all’offerta fuori regione».

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