Ceci, una statua per Maradona
e quel sogno da bambino

Sabato 27 Novembre 2021 di Francesco De Luca
Ceci, una statua per Maradona e quel sogno da bambino

Stefano Ceci aveva un sogno da bambino ed era quello di diventare amico di Diego Maradona. Napoletano, classe 1973, si era trasferito con la famiglia a Catanzaro e, quando il Napoli giocava al San Paolo, partiva nella notte in treno. Arrivato davanti allo stadio, scavalcava e andava ad assistere alla partita. Il primo contatto con Diego grazie a un ex difensore del Napoli, Billy Bigliardi. E poi, 22 anni fa, l'inizio di una grande amicizia raccontata nel libro intitolato appunto «Maradona il sogno di un bambino». 

 

Ceci realizza un altro sogno prima di Napoli-Lazio: presentare ai tifosi azzurri la statua che ha dedicato a Diego, creata dall'artista Dario Caruso e dalla Fonderia Nolana. È proprio Diego, centimetri 165 e peso 72 chili. E una scritta: «Anche io sono napoletano». Viene mantenuta una promessa fatta quattro anni e mezzo fa sul terrazzo dell'Hotel Vesuvio osservando la folla che aveva invaso via Partenope aspettando che il Re si affacciasse e salutasse. «Gli dissi che un giorno lontano avrei fatto una statua per lui con quella scritta. Il giorno purtroppo è arrivato troppo presto».

Stefano si è sdoppiato per essere Maradona. Senza timore, ammette di essersi drogato ed essere diventato obeso per rassomigliare in tutto e per tutto al suo idolo. Poi, a Dubai, hanno entrambi cambiato vita. Diego allenava e conduceva una vita regolare; Stefano ha superato problemi fisici e giudiziari e si è messo a lavorare come assistente per il Capitano, diventandone poi il rappresentante per gli affari in Europa. E grazie a quel documento che il Pibe firmò nell'agosto 2020 ne gestisce per dieci anni, rinnovabili per altri quindici, i diritti di immagine. Su questo argomento si è aperto un confronto duro con gli eredi di Diego, i quattro figli maggiorenni e il rappresentante legale del minore Diego Fernando. I diritti di immagine di Maradona appartengono a Ceci, che ha voluto fare un gesto distensivo, quello di invitare la famiglia di Diego per l'inaugurazione della statua. Ma vi è stato il silenzio con lui, anzi Diego Jr ha dichiarato: «Io non vengo se c'è Ceci». Ci sono stati contatti con il Napoli, che però si è fermato quando dall'Argentina hanno fatto sapere che sarebbero arrivati in sedici: gli eredi che vivono a Buenos Aires sono quattro, però. 

 

Questo non è il tempo delle polemiche. È il tempo di ricordare Diego che sarà presente ogni giorno nello stadio che porta il suo cognome. «E accarezzare la mano della statua potrà dare ancora più carica alla squadra», ha detto il presidente De Laurentiis, che riceverà i presidenti di Fifa, Uefa e Figc per questo tributo.

Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 08:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA