Bologna, i libri per bambini combattono i pregiudizi contro l'autismo e l'epilessia

di Donatella Trotta

Un bambino creativo è un bambino felice, diceva il grande artista, designer e scrittore Bruno Munari, che sapeva comunicare con i più piccoli come pochi. E anche la lettura di buoni libri fatti ad arte può servire allo scopo, nel percorso di crescita e di sviluppo dei bambini per cui le storie contribuiscono ad alimentare l’immaginazione e ad aumentare la consapevolezza di nuove possibilità. Non a caso la 56esima Bologna Children’s Book Fair (BCBF, che apre i battenti dal primo al 4 aprile, con 1.400 espositori da 80 paesi, la Svizzera come ospite d’onore di quest’anno), da sempre in prima linea nella promozione di una produzione editoriale specializzata come strumento straordinario per la formazione di cittadini di un domani migliore, impegnata nella diffusione del libro per ragazzi quale motore di crescita culturale e contributo concreto a un futuro diverso e attiva nel creare reti di dialogo e ponti culturali internazionali, aderisce ora al progetto multilingue Sustainable Development Goals Book Club delle Nazioni Unite: una iniziativa interculturale che, prendendo le mosse dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, della durata di 17 mesi, vedrà la pubblicazione mensile di una lista di titoli per bambini e ragazzi finalizzata all’approfondimento di uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (l’elenco completo dei SDG è sul sito https://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/).
 
Del SDG Book Club  fanno parte attualmente anche grandi editori internazionali, biblioteche, librerie e autori di libri per ragazzi che collaborano con i principali organizzatori del progetto, tra i quali le  Nazioni Unite e la BCBF, con l’adesione dell’International Publishers Association (IPA), l’International Federation of Librarian Associations (IFLA), l’European & International Booksellers Federation (EIBF), l’International Board on Books for Young People (IBBY). Tra gli obiettivi, coinvolgere i giovani di ogni parte del mondo, attraverso eventi sparsi che fomentino l’amore per la lettura e la condivisione di idee con amici e genitori. Se ne parlerà in occasione del primo appuntamento in Fiera - il 2 aprile alle 17.30 - in occasione della Giornata Internazionale del Libro per Ragazzi: quando verrà presentata all’Authors Cafè la prima selezione di libri per bambini e ragazzi dedicata al tema “No Poverty”. Ma aprile è anche il mese dedicato all’autismo. E che succede, allora, se i bambini sono un po’ speciali? Diversi, ma speciali? Occorre un supplemento d’anima, di pensiero e di responsabilità, per veicolare nei libri per i più piccoli sguardi differenti su diversità che non sono (mai) una sottrazione, ma semmai un altro tipo di ricchezza: a saperla scorgere. E ascoltare.
 
Come ha fatto Chiara Patarino, affermata narratrice per l’infanzia nata a Milano, a lungo residente a Genova (dove si è occupata per molti anni di divulgazione e comunicazione della cultura scientifica) e da anni a Napoli, scrivendo un nuovo libro, ora in uscita per La Medusa Edizioni, dal titolo La storia di Martina la bambina tartaruga, con le illustrazioni colorate e rotonde di Chiara Gobbo. Protagonista del libro è Martina, 10 anni, che appare un po’ strana agli occhi dei suoi compagni di classe - la quarta B - perché indossa sempre una felpa verde con il cappuccio ben calato sulla sua testa bionda, sorride e parla poco, i rumori troppo forti e le luci violente la spaventano. A Martina, affetta da lieve autismo, piacciono molto le tartarughe, forse perché le percepisce simili a sé: fragili e indifese nel loro guscio-rifugio duro e tuttavia forti, resilienti, tenaci. Lo dimostrerà anche a Rocco, seconda voce narrante del libro: un ragazzino sbruffone che ha preso di mira per i suoi scherzi e sfottò proprio la bimba tartaruga. La storia sarà al centro di incontri (in)formativi e presentazioni nelle scuole che partono già da oggi, primo aprile, a Gragnano e il 5 aprile a Nola, con la partecipazione di Autism Aid Onlus, la testimonianza di genitori di bambini autistici (la prefazione del libro è stata scritta da Rosalba  Vassallo, mamma di Niccolò, ragazzo autistico) e il contributo di Rosanna Veneziano, professoressa di Model Design dell'Università Vanvitelli che ha curato con i suoi ragazzi la realizzazione di un gioco sulle emozioni con un link on line al libro. Un libro per bambini nato per sensibilizzare i più piccoli sul complesso tema dell’autismo e per promuovere l’integrazione tra bambini “normali” e “speciali”, attraverso una narrazione a due voci che intreccia i pensieri e le emozioni dei due bambini, svelando il loro mondo interiore e aprendo alla comprensione degli stati d’animo più profondi dei bambini con problemi relazionali.
 
Un po’ come accade, anche, nel respiro narrativo di un’altra novità editoriale (ma per adulti) sul tema: il libro della scrittrice e giornalista Judith Newman, A Siri con amore. Una madre, un figlio autistico e la gentilezza delle macchine (Bompiani, in libreria dal 27 marzo), dove Siri è l’assistente vocale di Apple che aiuta Gus, il ragazzo 13enne protagonista del libro a interagire con il mondo. E in un mondo preoccupato che la tecnologia ci renda sempre più soli, la storia di Gus e Siri racconta l’altra faccia della medaglia, aiutando ad assumere un diverso punto di vista: sulle nuove tecnologie, e sulla sindrome autistica (a lungo definita la patologia della “fortezza vuota”, che un altro toccante racconto-esperienza affrontò 26 anni fa con la cifra magistrale e il grande amore della scrittrice francese Françoise Lefèvre, autrice de Il piccolo principe cannibale, edito da Franco Muzzio nel 1993: ovvero la storia di un bambino affetto da autismo che divora le parole della madre scrittrice).
 
Tornando ai bambini, la collana Uniti per Crescere delle edizioni Lapis propone un’altra storia di diversità, affrontata in modo lieve ma profondo dal talento narrativo di Luigi Dal Cin, affiancato dal sintetico racconto visivo dell’illustratrice Chiara Carrer: si intitola  Afferra la cima! e racconta l’epilessia ai ragazzi con unametafora marinara e entrando nella mente della protagonista, Sofia, che in testa ha cento porte (dietro ciascuna delle quali ci sono caratteristiche della sua personalità) di cui una sola che si apre con il vento, all’improvviso, senza che lei la possa governare, cadendo preda di un oceano in tempesta. Già, perché Sofia si sente proprio così, quando le capita un attacco epilettico: una barca nel pieno di una burrasca. Il vento e le onde dell’oceano sospingono la barca verso il molo di un’isola. Sofia lancia la sua cima perché qualcuno la afferri e la assicuri al’'ormeggio. Ma a quel punto arriva puntuale un fulmine, e la scossa elettrica invade il suo corpo facendola tremare, ma senza dolore né paura. Allora non c’è più né luce né ombra, odori o suoni. Solo un buio profondo, nero, che la trascina giù e la sua mente è inghiottita. Poi, la porta che il vento ha aperto, il vento stesso la richiude. E la bambina ritornata in sé, in classe, ma senza che nessuno dei suoi compagni spaventati abbia afferrato la cima. Ma quando riesce a descrivere alla maestra e ai compagni ciò che prova in quei momenti, tutto cambia. Dal Cin riesce a raccontare con grande rispetto e poesia le crisi epilettiche dal punto di vista di chi le vive, e nella coralità di una classe che tenta di capire con la guida della maestra smonta così pregiudizi ancora incredibilmente persistenti e fornisce le giuste informazioni per essere d’aiuto. Come la conoscenza, che genera empatia.
Lunedì 1 Aprile 2019, 09:18
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP