CORONAVIRUS

Manovra, 4 miliardi di ristori e assegno unico ai figli

Martedì 17 Novembre 2020 di Andrea Bassi e Luca Cifoni
Manovra, 4 miliardi di ristori e assegno unico ai figli

Un altro giorno soltanto e la manovra del governo avrebbe compiuto il suo primo mese. Trenta giorni passati a limare un provvedimento approvato nel consiglio dei ministri del 18 ottobre con la formula di rito salvo intese. Ieri la legge di bilancio da 38 miliardi e 228 articoli, è stata riapprovata dal governo. A giustificare il ritardo, questa volta, più che la divisione della maggioranza, è stata l'emergenza Covid.

La manovra è stata preceduta da due decreti ristori, con gli indennizzi per le imprese chiuse dai Dpcm governativi. E ora ne servirà un terzo da 20 miliardi, che dovrebbe essere finanziato con un nuovo scostamento sul deficit. Del resto la manovra contiene molte misure. Ma diverse guardano troppo in avanti. Come l'assegno unico per i figli che partirà a luglio del 2021, o la riforma fiscale affidata ad una legge delega. Altre norme erano state pensate per la ripartenza, come la decontribuzione per i neo assunti e quella per le donne. Oppure la riconferma del bonus facciate al 90% per le ristrutturazioni degli edifici. 

Investimenti pubblici

Gli investimenti pubblici, ha spiegato il ministro Roberto Gualtieri, sono sostenuti da un nuovo fondo pluriennale da 50 miliardi, e quelli privati dal potenziamento di Transizione 4.0 con uno stanziamento di ben 23,8 miliardi per il prossimo biennio. Ma ci sono anche il nuovo blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo, lo stanziamento di altri 5,3 miliardi per rinnovare la Cig per 12 settimane, la possibilità di allungare i contratti a termine. Sono state prorogate le moratorie per i prestiti delle Pmi. Così come è stato rifinanziato con 4,5 miliardi in fondo di garanzia. Il passaggio di ieri in cdm ha causato anche un incidente diplomatico con i sindacati (che hanno protestato), incontrati da Giuseppe Conte solo dopo l'approvazione del testo e, soprattutto, dopo averlo illustrato via social.

Stabilizzazione per il bonus da 100 euro

Con la manovra viene stabilizzata la detrazione sul lavoro dipendente per i lavoratori che si trovano nella fascia di reddito tra 28 mila e 40 mila euro e che lo scorso anno erano stati, attraverso questo meccanismo, inseriti all’interno della platea del bonus da 100 euro. Senza questa misura chi si trova un questa fascia di reddito avrebbe subito un taglio del netto in busta paga. La decisione è stata presa in attesa di varare la riforma complessiva dell’Irpef, per la quale vengono stanziati 2,5 miliardi per il 2022. 

Facciate, mobili, ristrutturazioni sgravi prorogati

Tutti gli sgravi per le ristrutturazioni sono stati, ancora una volta, prorogati dalla legge di bilancio. Il bonus al 90% per il rifacimento delle facciate dei condomini (senza tetti di spesa) è stato allungato per tutto il 2021. Così come viene confermato il bonus ristrutturazioni del 50% con un tetto di 96 mila euro di spesa, i bonus energetici al 50% (come quello per gli infissi) e al 65% come per le caldaie a condensazione. Confermati anche il bonus mobili e il bonus verde.

Contributi per i lavoratori ridotti del 30%

Una delle misure principali della manovra del governo, è la decontribuzione per i lavoratori delle imprese che hanno sede nelle regioni del Mezzogiorno. Il taglio dei contributi vale per tutti gli occupati e sarà pari al 30 per cento dei contributi complessivi versati dal datore di lavoro. La misura era stata introdotta dal decreto agosto, ma sarebbe scaduta alla fine dell’anno. Con la manovra viene invece prorogata con un meccanismo di decalage nel tempo.  

Rifinanziato il fondo di garanzia

Anche il Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese viene rifinanziato. L’aumento delle risorse è di 4,5 miliardi di euro fino al 2026. Inoltre viene prevista una «transizione» graduale delle medie imprese, quelle che hanno tra 250 e 499 dipendenti, verso Garanzia Italia, lo strumento gestito da Sace. Lo scopo, spiega la relazione illustrativa della norma, è anche quello di «alleggerire» la notevole pressione alla quale il Fondo di garanzia è sottoposto (i prestiti hanno superato i 100 miliardi di euro).  

Cig allungata stop fino a marzo ai licenziamenti 

Arrivano altri 5,3 miliardi per rifinanziare dodici settimane di Cig nel 2021 alle aziende che siano in difficoltà a causa dell’emergenza Covid. Le dodici settimane devono essere collocate tra il primo gennaio 2021 e il 31 marzo 2021 per i trattamenti di Cassa integrazione ordinaria e tra il primo gennaio 2021 e il 30 giugno 2021 per la Cig in deroga. Ai datori di lavoro privati che non richiedono la cig è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali. 

Congedi più lunghi ai padri spetta una settimana 

L’assegno universale per i figli dovrebbe fare il suo debutto a metà di quest’anno assorbendo le altre forme esistenti di sostegno ai nuclei familiari. La legge di Bilancio stanzia per il 2021 ulteriori 3 miliardi, che diventeranno circa 5,5 l’anno a partire dal 2022, in attesa che sia completato l’iter parlamentare del disegno di legge già sostanzialmente definito. Viene inoltre confermata per i padri la possibilità di fruire di un periodo di sette giorni di congedo legato alla nascita del figlio.  

Un salvagente pubblico per i Comuni in difficoltà

Arriva un fondo di 100 milioni di euro da ripartire per i Comuni che si trovano in difficoltà finanziarie «imputabili alle condizioni socio economiche dei territori». Il fondo serve a dare seguito alla sentenza della Corte costituzionale 115 del 2020 che ha stabilito che per gli enti che sono in difficoltà per le caratteristiche dei territori, sia lo Stato a dover intervenire a ripianare i disavanzi e a coprire i debiti. Molti di questi enti si trovano nel Mezzogiorno.  

Salgono i fondi per il reddito di cittadinanza

Viene rifinanziato il reddito di cittadinanza con un importo crescente che va dai 196 milioni per quest’anno ai 477 che scattano a partire dal 2029. La legge di Bilancio non prevede invece alcuna modifica del meccanismo di funzionamento del sussidio, che dopo l’esplosione della pandemia ha fatto registrare un incremento delle domande. Data la sua funzione essenzialmente assistenziale in questa fase, il governo non prevede per ora correttivi.  

Infrastrutture, 4,6 miliardi per ridurre il gap 

Il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia lo aveva promesso. Un fondo pluriennale di 4,6 miliardi di euro per iniziare a colmare il gap infrastrutturale tra il Nord ed il Sud del Paese. Si tratta in realtà di un fondo previsto dalla legge 42, e che avrebbe dovuto vedere la luce già da molti anni. Per il momento le risorse appaiono ancora insufficienti a ridurre le distanze infrastrutturali tra le due aree del Paese createsi per lo squilibrio nella distrubuzione delle risorse negli anni. 

Arrivano cashback e la lotteria sugli scontrini

Incentivare l’uso dei pagamenti digitali resta nelle intenzioni del governo uno dei pilatri principali dell’azione di contrasto all’evasione. Per questo è previsto il ripristino delle somme necessarie al cosiddetto “cashback”, il sistema di premi per chi utilizza forme di pagamento tracciabili. Ugualmente viene rivisto il meccanismo della lotteria degli scontrini, prevedendo che a beneficiarne siano appunto i consumatori che pagano con carta. La norma specifica anche che i relativi premi sono esentasse. 

Detassazione completa per le assunzioni femminili

Il governo cerca di dare una spinta all’occupazione delle donne prevedendo per un periodo di due anni la decontribuzione totale per le assunzioni, con un limite fissato a 6 mila euro. Vuol dire che le imprese che si doteranno di nuovo personale femminile non verseranno contributi sociali fino a quell’importo, che equivale ad una retribuzione lorda di circa 20 mila euro. Viene istituito anche un nuovo fondo per l’imprenditoria femminile.  

Per il contratto degli statali altri 400 milioni

Per il rinnovo del contratto degli statali, nella manovra di bilancio sono stati appostati altri 400 milioni di euro. In questo modo lo stanziamento complessivo per il contratto del pubblico impiego è salito a 3,8 miliardi di euro circa. Una somma, tuttavia, giudicata ancora insufficiente dai sindacati che hanno annunciato l’intenzione di proclamare uno sciopero. La legge di bilancio stanzia anche altri 800 milioni dedicati a medici e infermieri impegnati nella lotta al Covid.

 

Ultimo aggiornamento: 14:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA