L’assalto alla movida napoletana: in 30 armati di spranghe e coltelli. Chiaia, ecco la dinamica del raid

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di Leandro Del Gaudio

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Avevano un solo obiettivo quella notte. Andare «là» a prendersi la zona. Guardare in faccia «quelli là», vomitare bestemmie, colpire a sangue. Si sono esaltati a vicenda, forti del look metropolitano oggi rilanciato da fiction televisive particolarmente seguite hanno impugnato coltelli, spranghe, manganelli. E avevano una certezza: nessuno li avrebbe fermati («tanto chi ci ferma a noi?», ripetevano all’inizio del raid): nessuno li avrebbe ostacolati, in quei sette chilometri che separano San Giovanni a Teduccio dalla zona della movida di Chiaia. 

Sapevano con certezza, che qualunque cosa avessero fatto nella zona dei baretti non avrebbero trovato un presidio in grado di arginarli, non avrebbero trovato un solo agente o militare in grado di arrestare il loro cammino e che al limite se la sarebbero cavata con una semplice segnalazione. Sapevano (e sanno) di essere padroni di una fetta di città, la più importante, quella che fa gola a chi è nato e vive nelle palazzine popolari di via Taverna del Ferro, in quello spaccato di edilizia post terremoto battezzato «Bronx 2001». 

Hanno rotto gli argini e hanno fatto irruzione in quello che un tempo era il salotto buono di Napoli, forti del caos dominante nei giorni festivi, tra auto in doppia e tripla fila, tra orde di parcheggiatori abusivi padroni di ogni marciapiede, tra pusher che si contendono le piazze dell’hashish e della cocaina, proprio lì dentro alla zona dei baretti.

E sapevano di rimanere impuniti, anzi, per loro era una certezza: non immaginavano però che dall’altra parte non c’erano solo ragazzini o studenti impauriti desiderosi di provare l’ebbrezza delle ore piccole, ma anche qualcuno lesto di mano e in grado di parlare la loro stessa lingua. 

Non immaginavano che alle spranghe e ai coltelli, qualcuno avrebbe replicato impugnando un’arma e facendo fuoco, sparando ad altezza d’uomo come in un assurdo «Bataclan» napoletano, dove a far premere il grilletto non è il terrore targato Isis, ma il terrore di venire massacrato di botte o di perdere la faccia di fronte a «quei cafoni» di fuori, insomma, quelli della periferia.

Eccola la ricostruzione della notte da far west, al termine dell’audizione in Questura di una decina di testimoni o vittime della rappresaglia iniziata da quelli di San Giovanni (tra i quali alcuni soggetti del clan Formicola) e conclusa con la reazione che non ti aspetti, con i colpi di pistola esplosi da un paio di soggetti ritenuti legati all’area di Fuorigrotta e Pozzuoli. 

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Lunedì 20 Novembre 2017, 23:00 - Ultimo aggiornamento: 21-11-2017 19:09
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 8 commenti presenti
2017-11-21 17:34:20
Dicevano per decantarne le bellezze,: VEDI NAPOLI E POI MUORI! Dal detto al fatto. Mai un detto fu cosi' azzeccato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
2017-11-21 13:24:26
A questo punto può darsi che quello che non ha voluto fare il sindaco e cioè una regolamentazione ed un controllo delle zone della movida, lo riuscirà a fare la presenza sempre più massiccia in quelle zone della criminalità. I cittadini perbene si allontaneranno e gli esercizi chiuderanno per mancanza di clienti. Finalmente i residenti potranno uscire di sera e riposare la notte
2017-11-21 11:51:17
Brutte notizie per il sindaco amico dei baretti! La movida si sta sgonfiando!! Le zone "calde" rimarranno frequentate soltanto dalla marmaglia che, come ha detto un noto gestore, non consuma affatto ed allontana la clientela originaria. Problema risolto a breve
2017-11-21 11:38:35
polizia municipale, carabinieri, esercito, polizia dello stato, dove eravate?
2017-11-21 09:57:52
oggi notizie del genere sembrano ineluttabili e quasi normali ma aggiungo che un tempo certe cose si risolvevano con provvedimenti drastrici,naturalmente parlo di quando sia i Questori che i Prefetti godevano di prerogative oggi cancellate dalle varie forme di Sinistra politica succedutesi in questo Paese ininterrottamente dal 1963,l'anno del Congresso DC di Napoli al Teatro San Carlo, durante il quale fu approvata l'apertura al PSI, operata da Moro ed altri maggiorenti scudocrociati per paura del PCI. Va ricordato che poco tempo prima, la Lira Italiana per forza e stabilità aveva vinto l'Oscar in tema di monete e lo stesso ordine pubblico nel nostro Paese era abbastanza soddisfacente. Va aggiunto che con i socialisti targati Nenni, de Martino e molto dopo Craxi, cominciò la lunga notte d'Italia ancora non terminata

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