LUIGI DE MAGISTRIS

De Magistris candidato in Calabria,
Tansi apre: «Ecco le mie condizioni»

Martedì 19 Gennaio 2021 di Luigi Roano
De Magistris candidato in Calabria, Tansi apre: «Ecco le mie condizioni»

Oggi - intorno alle 15 - se ne saprà di più delle alleanze che il sindaco Luigi de Magistris vuole mettere assieme in Calabria, perché la candidatura a presidente di quella Regione non sembra in discussione. De Magistris - nella sostanza - in cuor suo ha già deciso e avviato la macchina elettorale con o senza alleati che in ogni caso non saranno né il Pd né il M5S. Lo stesso discorso vale per i civici dove il suo nome divide come sempre e come è accaduto domenica: c'è chi lo vede come un Messia laico e chi come il fumo negli occhi anche alla luce dei risultati non lusinghieri ottenuti a Napoli sotto il profilo dell'amministrazione pura, quella dell'erogazione dei servizi. Lui, come fece a Napoli ormai 10 anni fa, scenderà in campo a prescindere. Un avvertimento per chi in Calabria sospetta che de Magistris stia bluffando. Certo, in politica tutto può essere, ma a oggi il sindaco è in campo e la formalizzazione di questa sua decisione dovrebbe essere entro questa settimana. Una rete civica per tentare la scalata alla Regione Calabria è quella di Carlo Tansi con il quale il sindaco è in trattative, la strada non è ripida, ma nemmeno in discesa.

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Oggi a metà pomeriggio l'ex pm è atteso a Cosenza per un vertice proprio con Tansi, titolare di 3 liste civiche, Tesoro Calabria, Calabria libera e Calabria Pulita che già gira la regione con un bus arancione con su scritto Tansi presidente. Il geologo che ha creato la Protezione civile calabrese - in realtà - si era candidato a presidente già a un anno fa incassando uno striminzito 7% che non lo hanno portato nemmeno nell'Aula dell'Assemblea calabrese, dove la soglia di sbarramento è all'8%. Vinse la povera Jole Santelli del centrodestra, il suo mandato è durato 8 mesi da febbraio a ottobre dell'anno scorso cioè quando il suo cuore già provato dalla malattia ha ceduto. Ecco perché l'11 aprile si ritornerà alle urne. La sostanza è che il bus arancione di Tansi non è che faccia chissà quale sensazione a de Magistris, abituato alle tempeste politiche di Napoli, quel bus gli sarà sembrato più che altro un gioco cromatico o poco più. Quello che è vero, invece, è che Tansi ha interrogato 65 dei 72 candidati delle sue liste sull'alleanza con de Magistris e quello che è venuto fuori è stato sintetizzato in un comunicato stampa molto significativo: «Aperti a qualsiasi soluzione per il bene della Calabria» della discussione il cui tema centrale è stato: «Apertura ad una eventuale alleanza, per la corsa alla presidenza della Regione Calabria, con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris». E allora chi lo farà il presidente tra i due? Magari si sperimenterà un ticket politico con de Magistris presidente e Tansi suo vice. Sulla rete de Magistris divide, ma unisce pure. C'è chi lo stronca per l'esempio che ha dato da sindaco di Napoli e perché molti calabresi avrebbero piacere che a guidarli fosse un calabrese. Altri invece vorrebbero che Tansi ci riprovasse di nuovo in prima persona, ma anche per loro è difficile immaginare il sindaco numero due di Tansi. Altri ancora lo osannano e sognano a occhi aperti quello che è già a tutti gli effetti un ticket istituzionale con Nicola Gratteri, il procuratore che a Catanzaro ha messo in scacco i rapporti tra mafia e politica «attingendo anche alle inchieste avviate da de Magistris quando era pm. Come Poseidone, «la madre di tutte le inchieste» racconta Pino Aprile, scrittore e meridionalista che ha fondato un movimento politico in questa chiave pronto ad appoggiare il sindaco. «Il potere politico è l'unico che può sostenere il cambiamento - conclude Aprile - lo stesso Gratteri all'indomani dei 350 arresti disse con chiarezza che non si può chiedere alla magistratura di cambiare la società perché quando interviene la magistratura il male già se ne è impadronito. In Calabria non siamo soli, quando abbiamo manifestato contro le mafie a sostegno di Gratteri sotto la Procura pensavamo di essere poche decine invece i calabresi sono arrivati a migliaia».

Ultimo aggiornamento: 10:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA