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Fondazione Banco di Napoli, Rossella Paliotto si dimette: «Ente risanato con 11 milioni di euro di ricavi»

Martedì 3 Maggio 2022
Fondazione Banco di Napoli, bilancio 2021 da record: profitto mai così alto dalla nascita

La Fondazione Banco di Napoli, con la governance guidata da Rossella Paliotto dal 2018, chiude il bilancio 2021 registrando il dato più alto in termini di proventi/ricavi, dalla sua nascita: circa 11 milioni di euro con una redditività finanziaria generale del 12% e una redditività del patrimonio fruttifero del 17%. Questa attenta azione di governo, unita ad una oculata gestione, ha permesso di coprire integralmente il disavanzo accumulato negli anni - quasi 25 milioni di euro - e ha dato la possibilità al Consiglio di mettere a disposizione dei diversi settori - tra fondi, riserve e disponibilità dirette -, quasi 5 milioni di euro per svolgere l'attività istituzionale per il 2022. Una ricchezza che potrà essere utilizzata da subito e per il tempo a venire a favore dei territori in cui opera la fondazione, ovvero in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Molise e Abruzzo.

«Con l'approvazione del bilancio 2021 avvenuto nella seduta del Consiglio generale del 29 aprile - dice la presidente Rossella Paliotto - si è concluso un ciclo che ha segnato il definitivo rilancio della Fondazione Banco di Napoli, all’esito delle vicende che portarono al commissariamento. Quale presidente e componente del Consiglio d'Amministrazione della Fondazione Banco di Napoli ho rassegnato, quindi, le mie dimissioni da ogni carica investita, in anticipo rispetto alla scadenza di novembre 2022. Ho la consapevolezza di lasciare un’istituzione completamente risanata nei numeri e rinata nell’immagine. Pur fra le tante difficoltà, con il supporto di quanti hanno con me collaborato, si è riportato l’ente a riscoprire la propria matrice e le proprie radici quale attore principale nello storico ruolo di contrasto alle diseguaglianze economiche e sociali.

Grazie agli uomini e alle donne che con me in questi anni hanno lavorato gomito a gomito incessantemente, sacrificando anche molto della vita personale e professionale, la fondazione è diventata un punto di riferimento della città anche nel supporto agli invisibili e si è fatta promotrice di un cambiamento culturale. Un ruolo, quello dell’essere vicini alle persone in difficoltà, che siamo riusciti a portare avanti nonostante le immense avversità dovute all’insorgere della pandemia nel febbraio 2020. Sono onorata di aver rappresentato la fondazione - conclude - e fiera dei risultati raggiunti insieme a tanti professionisti, in soli tre anni. Alla luce di questi risultati, col vice presidente avv. Vincenzo di Baldassarre abbiamo ritenuto conclusa la mission per la quale eravamo stati votati nelle nostre cariche ponendo solide basi per il futuro della fondazione». Negli anni della gestione della Presidente Paliotto numerose sono state le attività svolte, sia istituzionali che, soprattutto, sociali.

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Tra queste: la fusione per incorporazione della Fondazione Chieti per l’Abruzzo e il Molise nella Fondazione Banco di Napoli; la nascita dell’associazione Amici della fondazione con iniziative finalizzate alla promozione culturale del territorio e alla valorizzazione dell’archivio storico; la nascita dello sportello “Ripartire” con consulenza gratuita alle fasce deboli del meridione; la presentazione di un trust di scopo, denominato Trust Cover, per il “Dopo di noi” per garantire benessere, inclusione sociale e autonomia alle persone con disabilità grave; la realizzazione al sesto piano della Questura di Napoli di una sala super tecnologica e un'area protetta per vittime di violenza e dell’area denominata “Una casa per te”, destinata all’accoglienza e all’ascolto, in forma protetta, di donne, minori e altre vittime vulnerabili; lo sportello “Ri-partire + donne e vulnerabili”, un aiuto gratuito per donne, minori e per quanti siano vittime di violenza psicologica, fisica e sessuale; la candidatura dell’Archivio storico a patrimonio Unesco e numerose attività culturali, tra queste il progetto culturale “Pagine di seta” che ha visto 21 opere del maestro Roberto Capucci esposte tra i documenti custoditi nel museo Il Cartastorie.

Ultimo aggiornamento: 4 Maggio, 08:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA