«Io, licenziata perché iscritta alla Cgil»
L'azienda: falso, le contestiamo ben altro

Martedì 3 Dicembre 2019 di Ivana Infantino
L’accusa è di «comportamento antisindacale» e la denuncia arriva dalla segreteria provinciale della Cgil dopo il licenziamento di una dipendente da parte della Ortoromi, azienda leader nella produzione delle insalate della IV gamma. Per la Flai Cgil, che ha avviato un’azione legale, la società «ha adottato un pretesto per licenziare una lavoratrice che aveva scelto di aderire al sindacato diventando rappresentante aziendale». Licenziata perché «iscritta alla Cgil e nostra rappresentante all’interno dell’azienda» denunciano. «Non abbiamo nulla da dire», ribattono a muso duro dall’azienda. Non entrano nel merito della questione dall’unità locale di Bellizzi della Ortoromi. Dall’azienda precisano però che «non è questo il motivo». A smentire categoricamente è Antonio Senese. «Ho letto, ho letto» dice. Non vuole aggiunge altro, limitandosi a fare una precisazione. «Quello che posso dire è che non è questa la motivazione alla base del licenziamento. Nel tempo – conclude - si sono verificati una serie di episodi che hanno portato a lettere di contestazione fino alla decisione finale».

Il provvedimento per la cessazione del rapporto di lavoro, per la Cgil è stato formalmente adottato dall’azienda perché «la dipendente – spiegano - non avrebbe rispettato l’obbligo di fumo all’interno di un’apposita area (di appena due metri per tre) allestita all’esterno dello stabilimento». Dal sindacato segnalano inoltre, che «prima del licenziamento e della sospensione di tre giorni senza retribuzione, le due dipendenti avevano già ricevuto due contestazioni da parte dell’azienda, notificate peraltro nello stesso giorno». Una coincidenza non casuale per la segreteria provinciale della Flai Cgil che punta il dito contro la Ortoromi. «Prima del licenziamento – racconta la dipendente licenziata – avevo subito soltanto un richiamo. Il regolamento aziendale prevede invece che ci siano tre richiami – spiega - poi l’ammonimento e infine il licenziamento. Per un comportamento analogo – aggiunge – finora un collega aveva subito soltanto una sospensione di un giorno». Un “diverso trattamento” che la lavoratrice addebita alla sua scelta di aderire al sindacato. «Subito dopo la mia iscrizione alla Flai Cgil – racconta – avevo subito degli spostamenti di reparto e un cambio mansioni, senza che mi venisse dato nessun tipo di formazione specifica». Spostamenti di reparto, ma anche colleghi che avevano cambiato il loro atteggiamento nei suoi confronti. «I colleghi avevano cominciato a non rivolgermi il saluto – conclude amareggiata la dipendente - un vero e proprio atteggiamento di straining dovuto alla mia appartenenza al sindacato». Ultimo aggiornamento: 07:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA