Ponticelli, intoppi e ritardi per la «Città dei bambini»: il primo progetto è del 2004

Giovedì 18 Febbraio 2021 di Alessandro Bottone
Ponticelli, intoppi e ritardi per la «Città dei bambini»: il primo progetto è del 2004

Diciassette anni dal progetto per la riqualificazione dell'intero complesso, oggi la «Città dei bambini» di Ponticelli è ancora vuota e totalmente da recuperare. Parliamo dell'ex scuola tra via Cleopatra e via dei Mosaici nel «lotto O», complesso di edilizia popolare di fronte all'Ospedale del Mare, nella zona orientale di Napoli.

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In questi mesi il Comune di Napoli sta portando avanti un progetto che riguarda soltanto una parte delle strutture dell'ex cittadella scolastica: si tratta del vecchio auditorium - dove sarà allestita una sala teatrale con 198 posti - e degli spazi adiacenti da destinare a «Laboratorio-Teatro», ovvero un luogo per la formazione di adolescenti. Due milioni e 600mila euro indispensabili per lavori di recupero e rifunzionalizzazione già avviati nel lontano 2005, solo parzialmente realizzati e ad oggi incompiuti.

Quella della «Città dei bambini» di Napoli Est, infatti, è una storia lunga e tormentata. Il progetto del 2004 - finanziato con risorse regionali destinate alla riqualificazione urbanistica e ambientale dei quartieri periferici - prevedeva un futuro diverso per la scuola sottoutilizzata fino agli anni Novanta e in seguito totalmente dismessa. L'intenzione era creare un «Museo-Laboratorio», ovvero uno spazio per attività creative, conoscitive ed esplorative per bambini e adolescenti. Si guardava all'esperienza della «Città della Scienza» come modello da seguire per recuperare la scuola di Ponticelli e farne un luogo per l'educazione a trecentosessanta gradi. Una vera e propria rete di servizi educativi, ovvero «un’istituzione con forti risvolti sociali e l’ambizione di porsi quale interlocutore attivo per le scuole, gli educatori, le famiglie». Aule laboratorio, biblioteca, sala ristorazione, teatro e addirittura il “Planetarium”: la proiezione del sistema astrale su schermo emisferico da creare nell'ex palestra. Spazi che avrebbero accolto quotidianamente fino a duemila persone tra educatore e giovanissimi. Nulla di tutto questo è stato realizzato.

Tutte le vicende. Nel 2006 partono i lavori ma già emergono i primi intoppi: una struttura da demolire era occupata da una falegnameria e, successivamente, dai senzatetto. Sorgono anche «impedimenti con la società fornitrice delle apparecchiature del planetario», con un contenzioso tra questa e l'amministrazione comunale. In ogni caso si realizzano lavori sia nell'ex palestra, così come nel teatro e nella «Agorà verticale», ovvero nell'edificio di più piani che avrebbe dovuto ospitare i laboratori. Altri interventi saranno realizzati negli spazi esterni. Nel 2010 si sospendono i lavori. Nel 2012 una prima variante, ovvero una modifica del progetto originario, di fronte alla mancata disponibilità di alcuni spazi. I lavori ricominciano ma saranno sospesi di nuovo nel 2013. Cinque anni dopo, nel 2018, arriva la seconda variante dopo le diverse indicazioni del competente assessorato: si prende atto che, con le risorse a disposizione, è possibile attuare solo una parte del progetto iniziale. Tutto si blocca nel marzo 2019 quando il Comune ha risolto il contratto con l'impresa che nel 2005 si era aggiudicata l'appalto per la «decadenza dei requisiti di qualificazione». In poche parole: è tutto da rifare.

Si arriva al progetto approvato qualche settimana fa dalla giunta comunale e da sottoporre a una nuova procedura di gara. L'edificio di forma esagonale - ovvero l'ex auditorium della scuola - ospiterà il teatro con camerini, servizi igienici, depositi, uffici, reception e infermeria. Nell’edificio «Agorà verticale», invece, ci sarà spazio per una cucina-bar, un punto lettura e, ai due piani superiori, per sale-prova e aule-laboratori. Occorre realizzare tutti gli impianti (elettrico, antincendio, riscaldamento, eccetera) e gli interventi negli spazi esterni: lavori alla fognatura, pavimentazione e sul verde. Prevista la messa in sicurezza della recinzione per evitare il verificarsi di ulteriori atti vandalici dei manufatti. Per tutti i lavori occorrono 660 giorni, quasi due anni. Nelle settimane scorse l'Asìa Napoli ha recuperato rifiuti speciali e cumuli di erbacce raccolti dall'impresa incaricata della messa in sicurezza delle aree esterne. Proprio in questi giorni, invece, il Comune ha affidato a un professionista esterno il servizio per la redazione delle relazioni sull’impianto acustico per un importo complessivo di oltre 4mila euro. Un lavoro in sinergia con i tecnici dell'amministrazione.

C'è un'altra importante parte del complesso della «Città dei bambini» che non sarà interessata da questo progetto e che «sarà completata mediante altri e successivi interventi». Nel frattempo è stata finanziata la progettazione relativa a un'altra area che potrebbe ospitare un asilo nido per i dipendenti del vicino Ospedale del Mare. Per l'edificio che ha ingresso da via dei Mosaici - da tempo abbandonato - era stata prevista la demolizione: dopo l'occupazione e il saccheggio è stato ulteriormente vandalizzato e riempito di rifiuti di ogni genere, dato dalle fiamme e in gravi condizioni. Un “covo” dei tossici accessibile a chiunque.

Per capire l’importanza della «Città dei bambini» è utile guardarsi intorno. Tra le decine di palazzine popolari di quello che per molti è ancora il «Lotto Zero» non ci sono spazi pubblici per l’aggregazione e l’intrattenimento dei giovanissimi e per la loro educazione così come pensato nei primi anni Duemila quando si immaginava di riconsegnare il bene comunale alla cittadinanza. Tre lustri dopo quel sogno è ancora tale per molti.

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