CORONAVIRUS

Mamma di 38 anni non si vaccina:
il Covid la uccide in tre giorni

Mercoledì 20 Ottobre 2021 di Simona Chiariello
Mamma di 38 anni non si vaccina: il Covid la uccide in tre giorni

Da tre giorni aveva accusato i primi sintomi influenzali, il termometro era salito oltre i 38 e lunedì in poche ore la situazione è precipitata: la corsa in ospedale, la scoperta della positività al covid e dopo poco la morte per arresto cardiaco. A. R., 38enne originaria di Scafati e residente a Cava de' Tirreni, nella frazione di Passiano, avrebbe deciso di non vaccinarsi e purtroppo proprio quel mostro, per il quale lei avrebbe scelto di non sottoporsi a vaccinazione, l'ha colpita. Secondo le testimonianze dei parenti, la giovane madre non avrebbe ritenuto necessario inocularsi alcuno dei vaccini raccomandati e, sempre secondo quanto riferito ai sanitari che hanno prestato i primi soccorsi, un precedente tampone (non si sa rapido o molecolare), avrebbe dato come risultato un falso negativo. Una concomitanza di circostanze avverse che non le hanno dato scampo.

La donna abitava nel centro della frazione di Passiano con la figlia e la sorella. È lì che lunedì sera è giunta l'ambulanza del 118. La chiamata era chiara: un intervento per dispnea, problemi respiratori. Quando i sanitari sono giunti a casa della donna hanno trovato una situazione grave, se non già gravissima, tanto da indurre il medico già ad un primo massaggio cardiaco. Poi la corsa in ospedale dove i medici, sottoponendo la donna a tampone, hanno scoperto la sua positività. Per lei purtroppo non c'è stato nulla da fare. Un nuovo arresto cardiaco e la morte. La salma è rimasta l'intera mattinata al pronto soccorso per poi essere liberata. Non è stato disposto alcun esame suppletivo, l'esito del tampone non ha lasciato dubbi anche se non si conosce al momento la storia clinica della giovane signora: se avesse patologie pregresse.

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Ancora Passiano, la frazione dove si è registrata il primo decesso per covid in città e dove sono state segnate per sempre tante famiglie. Come mamma e figlio uccisi nel marzo scorso. Si erano ammalati insieme ed insieme hanno smesso di lottare contro un mostro invisibile che ha ucciso già nei mesi scorsi altre tre persone a pochi metri dalla loro abitazione. Sono morti a poco più di ventiquattro ore di distanza Gerardo Memoli, 48enne cavese e la madre, Lucia De Rosa di 86 anni. Un destino crudele che li ha tenuto uniti fino all'ultimo istante. Un destino tragico che sembra colpire ancora una volta, come era accaduto nella prima ondata dell'epidemia, la frazione di Passiano. È nella località del «Contrappone» che si era sviluppato il primo focolaio cittadino ed è sempre a Passiano che si sono registrati i primi due decessi con una coppia di anziani, morti a pochi giorni di distanza, e poi il figlio carabiniere. Gerardo e la madre avevano scoperto a poche ore di distanza di essere positivi. Alla paura dei primi momenti ha fatto seguito subito un peggioramento delle condizioni cliniche. Mamma e figlio furono ricoverati al Da Procida. È fu lo stesso Gerardo ad occuparsi del ricovero della madre, preoccupato del decorso della malattia, vista l'età. Prima la notizia della morte della madre ed il giorno dopo anche il figlio ha smesso di lottare. Durante la prima ondata sempre a Passiano era morti una coppia di anziani, contagiati dalla nipote che era arrivata poco giorni prima in città da Milano. Pochi giorni dopo morì anche il padre, carabiniere in servizio, ed il medico di base Antonio De Pisapia che con grande coraggio era andato a casa dell'anziano per visitarlo ed in quella occasione si era contagiato. La frazione di Passiano è ripiombata e nel dolore e c'è chi invita al silenzio: «Basta chiacchiere scrivono sui social Basta con i negazionisti, basta con i no vax e con chi dice che il virus non esiste. E basta anche con le frasi: tanto aveva patologie pregresse. Dobbiamo avere solo rispetto dolore di chi ha perso un suo caro».
 

Ultimo aggiornamento: 11:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA