Incidente sul lavoro a Montecorvino,
due indagati: «È omicidio colposo»

Giovedì 15 Luglio 2021 di Paolo Panaro
Incidente sul lavoro a Montecorvino, due indagati: «È omicidio colposo»

Il titolare di un’impresa edile e il legale rappresentante della società, che fa capo alla famiglia Cincotti, proprietaria del capannone a Montecorvino Pugliano dove nei giorni scorsi si è verificato l’infortunio sul lavoro costato la vita al manovale Rocco Scalesi, 64enne di Salerno, sono indagati per omicidio colposo. Gli avvisi di garanzia sono stati emessi nelle ultime ore dalla Procura di Salerno e notificati dai carabinieri della stazione di Montecorvino Pugliano e della compagnia di Battipaglia, diretti dal maggiore Vitantonio Sisto, aL titolare dell’impresa edile Cap 3, di Montecorvino Pugliano, e al legale rappresentante della società proprietaria del capannone che fa capo alla famiglia Cincotti. 

L’indagine è scattata, una settimana fa, subito dopo il grave infortunio sul lavoro che si è verificato a Bivio Pratole nel capannone industriale deI Cincotti. Rocco Scalesi era sul tetto del capannone che doveva essere ristrutturato dopo essere stato danneggiato da un incendio verificatosi nei mesi scorsi. In particolare l’operaio doveva sostituire alcuni pannelli divorati dalle fiamme e che poi non hanno retto il peso di Scalesi. Il manovale è precipitato nel vuoto per circa quindici metri ed ha perso la vita dopo essere giunto al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia. Gli investigatori ritengono che l’operaio non abbia indossato il casco protettivo, prima dell’infortunio, che probabilmente avrebbe potuto salvarlo anche se è stato rinvenuto sul pavimento del capannone insieme ad un’imbracatura che di solito utilizzano i manovali. Subito dopo il grave infortunio sul lavoro sono scattati i sopralluoghi nel capannone, che è stato sequestrato, dei carabinieri e dei funzionari dell’Asl di Salerno del Servizio Prevenzione Infortuni. Gli accertamenti vertono sulle norme di sicurezza. 

Sul pavimento del capannone i carabinieri hanno rinvenuto anche un’imbracatura che però bisognerà accertare se è stata utilizzata dall’operaio mentre era sul capannone. In ogni caso nel capannone e nemmeno all’esterno c’era un’impalcatura alla quale il manovale avrebbe potuto legarla per evitare di cadere dal tetto. Altro aspetto, prettamente tecnico, è come abbia fatto l’operaio a salire sul tetto del capannone. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno ascoltato i colleghi di lavoro. Scalesi, intanto, non risulta assunto dall’impresa edile Cap 3 e quindi lavorava a nero anche se il titolare ha riferito agli investigatori che l’8 luglio, quando si è verificato l’infortunio di lavoro, era il primo giorno di lavoro.

Ultimo aggiornamento: 13:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA