CORONAVIRUS

Vaccino Covid a Benevento,
il rebus delle dosi di richiamo

Martedì 12 Gennaio 2021 di Luella De Ciampis

«Se si amplia sempre più il bacino d'utenza della campagna vaccinale non si riuscirà a garantire la somministrazione della seconda dose». A lanciare l'allarme è Guido Quici, presidente nazionale Cimo-Fesmed e direttore dell'unità complessa di Epidemiologia del «Rummo», nonostante il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, nel pomeriggio di ieri, abbia incentivato le aziende sanitarie a usufruire di tutte le dosi di vaccino man mano che arrivano, senza preoccuparsi di conservarle per il richiamo, nell'ottica di vaccinare al più presto un maggior numero di persone. «Nel Sannio, come in Campania, è stata effettuata una somministrazione di vaccini a tappeto senza pensare che, a causa di un qualsiasi disguido o di una falla nella catena di produzione, ci si potrebbe trovare nella condizione di non avere le dosi per il richiamo, vanificando tutto il lavoro fatto. L'organizzazione è impeccabile ma il problema potrebbe essere rappresentato dalla fornitura. È un aspetto che ho prospettato direttamente al ministro Speranza». Per Quici nella seconda fase «bisogna prevedere due diversi percorsi per consentire di continuare a estendere la vaccinazione, tenendone da parte il quantitativo necessario a garantire la somministrazione della dose di richiamo perché il vaccino Pfizer sta cominciando a scarseggiare, né ci rassicura la possibilità che arrivino i vaccini Moderna e Astrazeneca. Attualmente, il Rummo ha solo le 100 dosi per il personale che è stato vaccinato nel V-day di domenica 27 dicembre in quanto ha consegnato quelle in esubero all'Asl».

Nel pomeriggio di ieri, però, sono state consegnate al Rummo altre 2340 dosi di vaccino, mentre l'Asl ha continuato l'attività di somministrazione per tutta la giornata sia nel centro vaccinale di via Minghetti che nelle altre sedi distrettuali: oltre 140 dosi in città, 137 a Montesarchio, 66 nel distretto di San Marco dei Cavoti e 12 nella casa di riposo di Montefalcone. Ieri sono stati censiti 28 positivi su 586 tamponi processati e 77 guariti. Il report quotidiano del Rummo riferisce di 47 pazienti in degenza nell'area Covid e di tre dimissioni.

Ieri è stata inaugurata la nuova sala mortuaria, dotata di una sala autoptica che consente di eseguire le autopsie anche dopo i decessi di pazienti Covid. «È una struttura dice il procuratore Aldo Policastro che ci consentirà di lavorare sul luogo, senza dover usufruire dei servizi di altri ospedali del territorio regionale. Tuttavia, c'è l'impegno del direttore generale Mario Ferrante di reclutare medici legali all'interno dell'azienda ospedaliera in modo da avere una struttura di Medicina legale che sia totalmente autonoma, che consentirebbe di espletare l'attività periziale e di consulenza in tempi rapidi, bypassando tutte le fasi che determinano notevoli ritardi nel deposito delle consulenze che, di fatto, bloccano l'iter processuale». La nuova struttura, in cui prevale una tonalità di bianco scintillante, è all'avanguardia, assai diversa dalle stanzette dolenti anguste e buie cui si accedeva attraverso un corridoio grigio e scalcinato.

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«La morte dice Ferrante - fa parte della vita ed è per questo che è necessario dare dignità ai luoghi della morte. Appena sono arrivato al Rummo, il procuratore Policastro mi ha chiesto di dotare la struttura ospedaliera di un'area di Medicina legale che conferisse autonomia alla città. Ci siamo messi al lavoro subito per poterla realizzare sia per agevolare l'attività peritale del Tribunale che per conferire il necessario decoro ai pazienti che muoiono in ospedale e alle loro famiglie. C'è la sala attrezzata per le riunioni peritali oltre a quella autoptica super moderna con due tavoli operatori, attrezzata anche per fare autopsie ai morti per Covid grazie al sistema di riciclo dell'aria previsto dalla normativa». Al taglio del nastro hanno presenziato anche il presidente del Tribunale Marilisa Rinaldi, il questore Luigi Bonagura, il comandante dei Carabinieri Germano Passafiume e un gruppo di specialisti della medicina legale tra cui l'anatomopatologo della «Federico II» di Napoli, Massimo Esposito e Pierantonio Ricci, docente all'università «Magna Graecia» di Catanzaro il quale ha sottolineato che, nella sua lunga carriera, ha visto pochissime strutture di Medicina legale così all'avanguardia. Intanto, sono Maria Colucci e Francesco Sansobrino i magistrati che coordinano le indagini sul decesso della 50enne ricoverata prima al Fatebenefratelli e poi al Rummo. Hanno proceduto al sequestro delle cartelle cliniche delle due strutture, in attesa di nominare il medico legale per l'autopsia. 

Ultimo aggiornamento: 13:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA