Divisi dalla politica, maxi rissa tra i calciatori: ferito anche l'arbitro

di Giovanni Chianelli

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Aggressioni, intervento delle forze dell’ordine, calciatori e dirigenti di una squadra feriti e un arbitro minacciato. Più una scia di accuse reciproche. È il triste verdetto di una partita di calcio di prima categoria, Montecalvario-Lokomotiv Flegrea. Con uno sfondo nero: «Nelle passate partite quelli della Montecalvario ci hanno dedicato saluti romani. Questa volta sono passati alle vie di fatto, aggredendoci e mandandoci all’ospedale» dicono in un comunicato i responsabili della Lokomotiv, squadra di dichiarata fede antifascista e antirazzista e animata da un collettivo sociale di cui fanno parte famiglie e associazioni dell’area flegrea. I fatti risalgono a sabato. 



IL MATCH
Al campo Denza, nel parco Virgiliano, si stava svolgendo l’incontro tra il Montecalvario, formazione che rappresenta la zona dei Quartieri spagnoli, e la Lokomotiv Flegrea, prima in classifica. Alla mezz’ora della ripresa, quando il punteggio era sullo 0 a 1 in favore dei flegrei, è scoppiata una lite violenta in seguito a un’azione contestata. Un quarto d’ora di parapiglia, poi l’intervento dei carabinieri sul terreno di gioco e partita sospesa. Ma non è finita: due dirigenti della Lokomotiv, che si erano avvicinati al cancello dell’impianto chiedendo l’immediata uscita dei giocatori per evitare che le aggressioni portassero a conseguenze più gravi, sono stati pestati e allontanati, mentre i calciatori della Montecalvario prendevano a calci lo spogliatoio dell’arbitro.



Tre calciatori flegrei sono finiti all’ospedale con lesioni e traumi. La sezione locale della Figc non si è ancora pronunciata sul caso e attende ancora l’arrivo del referto arbitrale, atteso per giovedì come da prassi nelle delibere federali. Dalla Lokomotiv sostengono che il Montecalvario non è nuovo a questi episodi, e non solo con loro: «Sono le maniere che contraddistinguono questa formazione e che tante altre squadre in Campania hanno avuto modo di assaggiare nel corso di questi anni». Una scena orribile, raccontano, per lo più consumata davanti ai ragazzini della scuola calcio: «Una mattanza, che avveniva sotto gli occhi dei giovani atleti della nostra scuola calcio popolare, che credevano di essere venuti ad assistere a una partita di calcio, e hanno dovuto invece vedere i loro atleti e dirigenti picchiati con delle mazze da quelli della squadra avversaria» si legge nel comunicato. Per il club dei Quartieri si possono leggere gli interventi di un dirigente, Raffaele Valentino (il Mattino ha cercato di raggiungerlo, senza risposta da parte sua). 
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Lunedì 26 Novembre 2018, 23:03 - Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 10:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2018-11-27 12:39:36
Che schifo non solo per loro ma anche per i tanti allievi accorsi per vedere la partita che razza di esempio si da.
2018-11-27 06:20:54
che imbecilli. Questo sarebbe lo sport.
2018-11-27 14:22:36
no!!! questi sono i fascisti!!!

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