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CORONAVIRUS

Zone rosse locali contro le varianti. Spostamenti tra regioni ancora vietati? Ecco cosa accadrà

Mercoledì 3 Febbraio 2021 di Mauro Evangelisti
Zone rosse locali contro le varianti. Spostamenti tra regioni ancora vietati? Ecco cosa accadrà

Zone rosse a livello locale per bloccare l’espansione delle varianti del coronavirus; potenziamento delle ricerche e del sequenziamento. Sono le due indicazioni del Ministero della Salute, al termine della convocazione straordinaria della Cabina di regia di cui fa parte anche l’Istituto superiore di sanità. Oggetto: le varianti del coronavirus che si stanno diffondendo anche in Italia e stanno alimentando la ripartenza del contagio. Si rischia una nuova stretta e non solo per lo stop ai viaggi internazionali su cui si è già intervenuti (bloccati i voli per il Brasile) e una possibile proroga al divieto di spostamenti tra Regioni. Se i segnali che stanno arrivando di graduale diffusione delle varianti inglesi e brasiliani, che corrono molto più velocemente del ceppo originario, saranno confermati dai dati delle prossime ore, potranno rendersi necessarie misure più severe. 

Ad oggi due Regioni, in particolare, preoccupano: Abruzzo, dove gli ospedali cominciano ad essere in affanno, e Umbria, dove c’è un anomalo incremento dei contagi. Ad oggi l’Istituto superiore di sanità ha già rilevato tre casi di contagio attribuibile alla variante brasiliana in Abruzzo e due in Umbria. Il ragionamento è lo stesso fatto per altre varianti, soprattutto l’inglese, quella che si sta diffondendo più rapidamente in Europa: è più contagiosa, si trasmette più facilmente, dunque la presenza di queste varianti potrebbe essere all’origine delle anomalie di Abruzzo e Umbria. Non solo: guardando ciò che sta succedendo nel resto dell’Europa, un esempio per tutti il Portogallo, che nelle ultime due settimane ha avuto una incidenza di nuovi casi cinque volte superiore a quella dell’Italia, c’è la preoccupazione reale che l’alta marea stia arrivando anche nel nostro Paese. Anche perché, ha raccontato il virologo Francesco Broccolo, dell’università di Milano Bicocca, c’è i test antigenici rapidi non riconoscono le varianti di Sars-CoV-2: «Per identificare e tracciare le varianti è necessario fare i molecolari. È sul tampone molecolare ad alta carica che si possono ricercare le nuove varianti con il sequenziamento». 

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Secondo il professor Massimo Ciccozzi, del Campus Bio-Medico, uno degli specialisti più importanti in tema di sequenziamento, «è probabile che la variante inglese, con il tempo, vada a soppiantare il virus originario; abbiamo solo un modo per difenderci, oltre alle misure di prevenzione: accelerare il piano vaccinale». A completare il quadro, che ha causato la riunione straordinaria della cabina di regia, a cui seguirà domani un approfondimento del Comitato tecnico scientifico, alcuni segnali: in Abruzzo 449 nuovi casi, il dato più alto del 2021 e tra i più alti degli ultimi due mesi; il Covid Hospital di Pescara non ha più posti liberi, i pazienti vengono mandati all’Aquila, molti gli accessi ai pronto soccorso. In Umbria la professoressa Daniela Francisci, direttore di Malattie infettive dell’ospedale di Perugia, osserva: la presenza della variante brasiliana potrebbe spiegare l’anomalo aumento dei casi. Infine, ieri notizie preoccupanti anche dalla Lombardia: a Varese individuato il primo caso di variante sudafricana, a Mantova e Crema quattro dell’inglese senza contatti diretti con la Gran Bretagna. 

 

Per questo il direttore Prevenzione del Ministero della Salute, il professor Gianni Rezza, è estremamente attento all’evolversi della situazione e all’incremento delle segnalazioni delle varianti. L’altro giorno ha diffuso una circolare in cui disponeva alcune misure di prevenzione: proroga delle quarantene, potenziamento del tracciamento quando si è di fronte al sospetto di nuove varianti. Fino ad oggi i dati giornalieri dei contagi testimoniano una sostanziale tenuta, l’effetto delle riaperture delle scuole e del ritorno in fascia gialla di molte Regioni, non si avverte. Ieri 13.189 nuovi casi, duemila in meno del mercoledì della settimana precedente, dunque apparentemente è un numero incoraggiante, così come quello che registra la diminuzione dei ricoveri (- 315 rispetto al giorno precedente). Ma resta alto il dato dei decessi per Covid-19, 477. E soprattutto ciò che è stato visto in Umbria e in Abruzzo fa temere che qualcosa stia succedendo, c’è il rischio di intervenire troppo tardi, quando le varianti, insidiose perché molto più veloci, saranno già fuori controllo.

Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio, 20:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA