Stese a Salerno, le nuove gang
terrorizzano zona orientale e Irno

Stese a Salerno, le nuove gang terrorizzano zona orientale e Irno
di Petronilla Carillo
Venerdì 17 Giugno 2022, 06:05 - Ultimo agg. 11:25
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Salerno come Napoli? Nella zona orientale i presupposti ci potrebbero essere. Quanto accaduto l’altra sera in piazza Ippolito da Pastina richiama un po’ le «stese» napoletane: spari all’impazzata per dire «questo territorio è mio». Di certo in zona Irno nessuno si è steso a terra per «scansare» i proiettili, come accade nei quartieri ad alta incidenza criminale napoletana, ma il concetto della intimidazione per stabilire il predominio sul territorio è lo stesso. E proprio per questo motivo proseguono incessanti le indagini dei carabinieri della compagnia Salerno per cercare di individuare tutti i giovani, alcuni dei quali sarebbero anche minorenni, che hanno esploso i colpi di pistola spaventando i residenti. E, man mano che si va avanti con le indagini, si fa sempre più concreta l’ipotesi che gli spari in piazza Ippolito di Pastina siano una risposta a quelli esplosi in via dei Mille quindici giorni prima.

È quello delle guerra tra bande, le solite: da un lato i ragazzi (o meglio dire, gli eredi) di via Irno, dall’altro quelli di Pastena. Insomma, vecchi contrasti ereditati di padre in figlio. Al centro del contendere il predominio del territorio e le attività illecite che servono per finanziare gli affari legati alla droga. Che qualche movimento criminale sia in atto in quelle zone emerge anche dai fatti di cronaca. Sono almeno due anni che si sentono esplodere colpi di pistola, la sera, per le strade della città. Tutto ha inizio nel luglio del 2020 quando, a Pastena, viene gambizzato un uomo. Quella stessa notte viene arrestato anche Giuseppe Stellato, detto Papacchione, per violazione della sorveglianza speciale che gli era stata concessa, al posto del carcere, per l’emergenza Covid. Ad ottobre stessa sorte capita al figlio Domenico, all’epoca 21enne, perchè trovato in possesso di una potente arma calibro 9x21. Quattro giorni prima c’erano stati altri spari tra Torrione e Pastena. Da lì a poco una serie di episodi culminati con il ferimento di un parente di Papacchione, a Matierno: svegliato dal suono del citofono in piena notte, l’uomo si era affacciato alla finestra ed era stato colpito da un proiettile al polso. Ai carabinieri che intervennero raccontò di non sapere chi gli aveva sparato e il perché, di aver sentito un solo colpo ma, sul muro della finestra, furono trovate tracce di altre ogive. A giugno del 2021 Giuseppe e Domenico Stellato furono entrambi destinatari di un’ordinanza cautelare per la gambizzazione del 2020. In quella circostanza gli inquirenti ricostruirono il movente: la volontà dimostrativa del proprio potere sul territorio tant’è che l’agguato avvenne in un luogo pubblico e a volto scoperto. Si arrivò agli Stellato soltanto grazie alle telecamere, nessuno raccontò nulla.

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La scorsa estate i conflitti si acuirono tra gruppi di giovani de centro storico e quelli della zona orientale. Si incontravano per picchiarsi e per far valere il controllo del territorio. Ci furono una ventina di arresti e le intercettazioni telefoniche svelarono un quadro di violenza e di sopraffazione da veri criminali. Alcuni dei protagonisti di quelle vicende, che furono anche riprese e diffuse sui canali di messaggistica, avevano dei piccoli precedenti per droga. Dai «ragazzi di Pastena» ai «guaglioni di via Irno» passando, ancor prima, dai boss del centro storico ai capoclan di via Capone. La geografia criminale di Salerno si è spesso contraddistinta con il nome di rioni o zone di appartenenza di coloro che sono a capo dei vari sodalizi criminali e che, solitamente, corrispondono alle «basi operative» del gruppo. Ora a gestire le piazze sono spesso i figli o i nipoti dei vecchi capobanda che devono riaffermare il proprio «cognome» sul territorio: giovanissimi abituati a logiche criminali e, proprio per questo, senza alcun tipo di scrupolo. Fino allo scorso anno, a capo dei «guaglioni» di via Irno c’era Aniello Pietrofesa, poi arrestato in un blitz antidroga. Il centro storico è sempre stato controllato dalle famiglie Panella–D’Agostino e, in passato, non sono mancati atti intimidatori per affermare la leaderhip anche nella zona di Matierno. I «ragazzi di Pastena» hanno invece sempre avuto in Giuseppe Stellato uno dei punti apicali di riferimento. 

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