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Il Mattino ti porta al cinema: 60 biglietti per il film «Vesuvio»

Giovedì 10 Marzo 2022 di Alessandra Farro
Vesuvio

Il proprietario di una fonderia che confina con la lava pietrificata; un gruppo di signore che frequenta una scuola di ballo ad Ercolano, a cinque chilometri di distanza dal vulcano; uno psicomago che abita sulle pendici del cratere e che è convinto di entrare in contatto con le energie del sottosuolo con cui è in grado di controllare la vita in superficie; una stazione televisiva, Paradise City, che si trova esattamente lungo il sentiero che porta alla bocca del vulcano. Sono protagonisti e tappe di un viaggio filmico, «Vesuvio - Ovvero: come hanno imparato a vivere in mezzo ai vulcani» di Giovanni Troilo, prodotto da Dazzle Communication e distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection, con le musiche originali di Pietro Santangelo, atteso al cinema come evento speciale il 14 (anteprima napoletana alle 20.30 al Metropolitan), 15 e 16 marzo.

«Il Mattino» porterà sessanta spettatori a vedere gratuitamente la prima napoletana di lunedì prossimo, alle 21.30 al Modernissimo: basta prenotarsi QUI, riempire il modulo con le proprie generalità e il codice partner: VSPNA.  

I primi trenta fortunati avranno diritto a una coppia di inviti a testa.  

Video

Il documentario di Giovanni Troilo, regista di Putignano ma di adozione romana, classe '77, autore anche del docufilm «Frida - Viva la vida» con Asia Argento), non esamina soltanto la vita ai confini con il Vesuvio, ma si concentra anche sul pericolo più grande e meno conosciuto: i Campi Flegrei, la caldera tra le più pericolose al mondo, che ingloba l'area di Pozzuoli, Cuma, Bacoli e i piccoli centri abitati limitrofi, un enorme cratere a cielo aperto dal diametro lungo 12 km, meno vistoso del Vesuvio ma potenzialmente molto più distruttivo.

«La riflessione sui due vulcani», spiega il regista, «è un pretesto narrativo per raccontare la vasta umanità che popola i crateri e la relazione tra queste persone e i vulcani. Intervistando gli abitanti di Pozzuoli, per esempio, ci è capitato di ricevere come risposta alla domanda: Come convivete con il vulcano? un Che ci interessa? Il Vesuvio è lontano, come se non avessero la percezione di vivere sopra un cratere, anche molto più pericoloso del Vesuvio, o come se volessero rimuovere dalla loro testa quel problema».

Nel lavoro di Troilo, quindi, centrali sono le persone che abitano vicino ai due vulcani, come la coppia di titolari, Ciro ed Elena, della Pirotecnica Vesuvio, una fabbrica di fuochi d'artificio a 4 km dal cratere del vulcano. Ciro ha ereditato l'azienda di famiglia, lì da generazioni, mentre Elena è ligure e sta imparando, giorno dopo giorno, a convivere con l'incombente presenza del Vesuvio, affascinante e, al tempo stesso, preoccupante. Oppure la sensitiva novantenne Madame Luigia, che ha vissuto tutta la vita sulle pendici del vulcano, nutrendosi delle energie della terra per dispensare, armata di pendolo e sfera di cristallo, maledizioni e anatemi a richiesta, senza risparmiarsi dal predire la prossima eruzione del Vesuvio: tra quindici anni.

«Quello che preoccupa», continua il regista, «è il piano di evacuazione: i centri abitati, sia vicini e sopra il Vesuvio sia sui Campi Flegrei, sono pieni di vicoli e stretti condotti e hanno elevate densità di popolazione, soltanto Ercolano conta più di sessantamila abitanti. Nel documentario mostriamo a titolo esemplificativo il tentativo di evacuare una scuola primaria di Ercolano, centinaia di ragazzini che corrono nel corridoio e gli insegnanti che cercano di metterli in riga».

Troilo si chiede persino che cosa succederebbe se fosse necessario evacuare Napoli durante il miracolo di San Gennaro, e poi domanda alle persone che abitano sui crateri perché non decidano di andarsene: «Perché questa è casa nostra», risponde Ciro, che abita in fondo al cratere di Agnano, coltivando friarielli, e che ha visto l'eruzione del 1944, e allo stesso modo risponde Sonia, che vive accanto alla solfatara dei Pisciarelli con la sua famiglia.

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