Covid a Napoli, l'ira di De Luca: «Focolaio in una scuola, il 99% dei genitori non è vaccinato». Prima riunione con Manfredi sull'hub trasporti

Covid a Napoli, l'ira di De Luca: «Focolaio in una scuola, il 99% dei genitori non è vaccinato». Prima riunione con Manfredi sull'hub trasporti
Martedì 19 Ottobre 2021, 19:17 - Ultimo agg. 20 Ottobre, 09:28
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«Ho ricevuto un messaggio che mi ha fatto arrabbiare. In una scuola di Qualiano abbiamo una ventina di bambini positivi e 7 docenti positivi. Abbiamo fatto il contact tracing, cercando cioè di capire quali siano stati i contatti di questi bambini, e il 99% sono figli di genitori non vaccinati». Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca intervenendo al Premio Industria Felix a Città della Scienza. «Non ho parole per esprimere il mio disprezzo per chi non ha rispetto neanche per i propri figli, non so per quale valutazione idiota. Io non ho sentito una valutazione ragionevole, seria, da parte di quelli che stanno facendo ammuina. L'idea di confondere il diritto alla libertà con il diritto a contagiare i propri colleghi di lavoro, i propri familiari, e di mettere a rischio la ripresa economica del nostro Paese è qualcosa che mi indigna per il livello di stupidità e di irresponsabilità che queste persone esprimono». 

«In Campania non abbiamo posizioni opportunistiche - ha aggiunto il governatore - la Campania è per vaccinare tutti e per non dare il tampone gratuito a nessuno, soprattutto a chi rifiuta la vaccinazione gratuita. Io non mi vaccino e poi chiedo allo Stato il tampone gratuito? Una democrazia, un Paese serio, vive anche di senso di responsabilità e di spirito civico. Ho visto quello che sta succedendo a Trieste, un blocco irresponsabile e idiota da parte di persone che non hanno nulla a che vedere con l'imprenditoria portuale del porto di Trieste. Questi sono lussi che l'Italia non può più consentirsi». 

Dal tema vaccini a quello del recovery fund: «Il 2026 è dietro l'angolo e, con le normative esistenti, non arriveremo a spendere 200 miliardi. Se la situazione resta questa, non faremo in tempo neanche a far arrivare le carte dal primo al quarto piano dei vari palazzi che devono dare i pareri», ha detto De Luca. «Il tema della palude burocratica nel nostro Paese - ha aggiunto De Luca - è un problema che mi appassiona da sempre e rispetto al quale dobbiamo muoverci su due piani, nazionale e regionale. Mi riferisco al groviglio burocratico, amministrativo, giudiziario, che strangola l'economia, che scoraggia l'impresa, che scoraggia gli investitori nazionali ed esteri. Questo Paese ha costruito un groviglio burocratico a misura non del fare, ma del non fare. Chi fa in questo Paese rischia, non è possibile». 

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De Luca non risparmia critiche ai meccanismi del Reddito di cittadinanza: «Un Paese civile non può non dare una mano alla povera gente, ma ritengo che uno Stato non possa dare neanche un euro che non sia collegato a un impegno di lavoro e di formazione professionale. In questi mesi - ha ricordato De Luca - abbiamo fatto uno sforzo immane per creare isole Covid free, per vaccinare con 2 mesi d'anticipo tutta la fascia turistica della regione, mentre da Roma ci arrivavano diffide. Abbiamo fatto uno sforzo enorme per andare oltre le regole che dettava il generale, e abbiamo salvato in larga misura la stagione turistica. Ma abbiamo sperimentato che negli alberghi, nei ristoranti, nelle strutture di balneazione non si trovano più stagionali. Se hai un euro dallo Stato devi dare la disponibilità di andare a lavorare, a fare lo stagionale. Avevamo fatto una proposta come Regione Campania: diamo in aggiunta al reddito di cittadinanza altri 500 euro al mese e diamo anche il trasporto gratuito se devi allontanarti dalla città di residenza, ma non c'è stato niente da fare. Siamo ancora ammalati di demagogia, com'è possibile? Mancano stagionali, ti do 500 euro, 700 euro a carico imprese, la Regione mette il trasporto gratuito, ma no, non si può fare. Poi abbiamo scoperto che c'era tutta una varia umanità che ruotava attorno alla camorra, gente che aveva milioni e percepiva il reddito di cittadinanza. La solidarietà è doverosa, ma un conto è dare una mano alla povera gente vera, un altro è avere persone che possono e devono fare la formazione e andare a lavorare se vogliono contributi dello Stato. Questo è un lusso che non ci possiamo più consentire». 

Un affondo è riservato, senza mai nominarlo, all'ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris: «Nella città di Napoli da 30 anni non si muove una foglia, abbiamo ritardi drammatici. Grazie a Dio abbiamo avuto la campagna elettorale e un signore che voleva varare la flotta partenopea e stampare moneta ha concluso la sua missione. La trasformazione urbana può vedere investimenti per miliardi di euro sulla città di Napoli. Abbiamo fatto questa mattina una riunione con il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l'amministratore di Ferrovie dello Stato sul nodo piazza Garibaldi-Porta Nolana. Vogliamo realizzare lì la sede della Regione Campania per filtrare il traffico che entra nella città di Napoli e avere un grande hub trasportistico. Poi c'è Bagnoli, l'ex Nato, avremo la possibilità di fare una rivoluzione urbanistica e creare decine di migliaia di posti di lavoro, ma dobbiamo svegliarci, muoverci. Dobbiamo fare quello che si fa a Berlino, a Parigi, a Barcellona, a Londra. Qui non si muove una foglia». 

L'ultimo affondo è riservato ai media: «Dobbiamo avere determinazione, tenacia e non leggere troppo i titoli di giornale o televisivi. Lasciamo perdere, pensiamo al lavoro, dobbiamo avere una concentrazione ossessiva rispetto agli obiettivi perché solo così andiamo avanti. Siamo un Paese che muore di chiacchiere. Abbiamo in Italia alcune emittenti televisive e giornali che rappresentano i più grandi chiacchierificì al mondo, fabbriche di chiacchiere e di depressione».

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