È morto a 90 anni Luciano De Crescenzo, Napoli piange il suo ingegnere filosofo

Giovedì 18 Luglio 2019 di Marco Perillo

Se ne va uno degli ultimi miti della napoletanità. Se ne va un gigante del mondo della cultura, che alla città partenopea, al suo pensiero, alla sua filosofia, alla sua unicità, ha dedicato un'intera vita e un'intera opera. L'ingegnere filosofo Luciano De Crescenzo è morto oggi a Roma, intorno alle 16 al Policlinico Gemelli, all'età di 90 anni. Da tempo le sue condizioni di salute - lui che da anni soffriva di una malattia neurologica - non erano delle migliori. A portarlo via, le conseguenze di una polmonite. Nonostante un lieve miglioramento nella giornata di ieri, oggi la più triste delle notizie. «Era ricoverato da circa due settimane presso l'unità operativa complessa di pneumologia del Gemelli, diretta dal professor Luca Richeldi - ha fatto sapere una nota dell'ospedale -. Accanto a lui i familiari e gli amici più cari che lo hanno accompagnato anche null'ultima fase della sua malattia».

Luciano ci lascia però un'eredità immensa, da tener conto per le generazioni a venire. Oltre cinquanta libri, 18 milioni di copie vendute nel mondo, di cui 7 milioni in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 paesi. Per non parlare di pellicole indimenticabili come «Così parlò Bellavista» (1984) e «32 dicembre» (1988).
 

 
 
De Crescenzo era nato a Napoli, nel quartiere di Santa Lucia, il 28 agosto del 1928. Suo padre aveva un negozio di guanti a Napoli in via dei Mille. In uno dei suoi libri racconta  di un colloquio immaginario in paradiso: il padre chiede subito notizie sull'andamento del mercato dei guanti. Naturalmente non riesce a credere che adesso i guanti non li porta più nessuno.

Il piccolo Luciano frequentò le elementari assieme a Carlo Pedersoli, suo vicino di casa, alias Bud Spencer.

Durante la Seconda guerra mondiale si spostò a Cassino, poiché il padre riteneva che questo luogo sarebbe stato più sicuro di altri. Invece le cose andarono diversamente, infatti Cassino fu rasa al suolo. 

Sposatosi nel 1961 e poi separatosi, ha avuto una figlia, Paola, che è rimasta fino all'ultimo istante al suo fianco. 

 

De Crescenzo si laureò in Ingegneria idraulica col massimo dei voti presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II e fu allievo del grande genio Renato Caccioppoli. Ma nel 1976, dopo aver girato in lungo e in largo la città scattando fotografie che sono rimaste nella storia, scoprì la sua vera vocazione, quella di scrittore divulgatore, motivo per il quale, dopo l'immenso successo del suo libro d'esordio, «Così parlò Bellavista», decise di lasciare la Ibm per la quale lavorara e intraprendere la carriera di scrittore. Fu Maurizio Costanzo a lanciarlo; anche grazie alla sua partecipazione al talk show «Bontà loro» condotto da Costanzo, fra il 1976 e il 1977 il libro vendette più di 600.000 copie e fu tradotto anche in giapponese, diventando un caso letterario senza eguali. 

Seguirono una lunghissima serie di romanzi («Oi dialogoi» del 1985, «Sembra ieri» del 1997, «La distrazione» del 2000) e opere di saggistica divulgativa («Storia della filosofia greca», «Il pressappoco» del 2007, «Il caffè sospeso» del 2008, «Socrate e compagnia bella» del 2009, «Ulisse era un fico» del 2010, «Tutti santi me compreso» del 2011, «Fosse 'a Madonna» del 2012, «Garibaldi era comunista» del 2013, «Gesù è nato a Napoli» dello stesso anno e «Ti porterà fortuna» del 2014).

Un grande successo lo ebbe anche in tv. Pensiamo a programmi come «Zeus - Le Gesta degli Dei e degli Eroi» sui miti e sulle leggende degli antichi greci. Per non parlare del successo cinematografico, immortalando sullo schermo il personaggio napoletanissimo del professor Bellavista e recitando persino con Sophia Loren in «Sabato domenica e lunedì» della Wermuller. Sul grande schermo aveva però esordito come attore ne «Il pap'occhio» (1980) nel ruolo del Padreterno, al fianco dell'amico Roberto Benigni e diretto da Renzo Arbore. 

De Crescenzo ha collaborato a varie testate giornalistiche. E nel 1994 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Atene, come riconoscimento per la sua opera di divulgazione in favore della cultura greca antica: la maggior parte dei suoi libri è imperniata infatti sulla filosofia di Socrate e Platone e sui miti di Troia.

Lo scorso anno, una riduzione teatrale di «Così parlò Bellavista», da un'idea di Alessandro Siani, è stata portata in scena da Geppy Gleijeses, già attore nel film del 1984. 

Una personalità poliedrica e geniale, Luciano De Crescenzo, che Napoli non smetterà mai di piangere. Un figura oormai vicina all'eterno e fissa per sempre nell'immaginario cittadino collettivo, insieme con altri grandi come Totò, Eduardo, Troisi, Pino Daniele. 

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